Fase 2: l’emergenza asimmetrica….l’opinione di Rita Faletti

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Dies Irae – Rex – Confutatis – Lacrimosa

E’ stata definita emergenza simmetrica la grave situazione creata dalla pandemia di Covid. L’espressione aveva la funzione preventiva di evidenziare che l’intervento della Bce per fare fronte alla crisi finanziaria che si sarebbe abbattuta sui paesi europei avrebbe dovuto prescindere dallo stato delle varie economie e iniettare liquidità nell’intero sistema produttivo dell’Eurozona. Mario Draghi l’aveva fatto nel 2015 con la politica monetaria del Qe (allentamento quantitativo e bassi tassi di interesse) scontrandosi con le resistenze dell’ex ministro delle Finanze tedesco Schauble, ora presidente del bundestag, convinto, non senza ragione, che la politica monetaria espansiva non favorisca le riforme necessarie al rilancio dell’economia. In effetti, se ogni volta che tuo figlio si trova in difficoltà lo foraggi, si abituerà al sostegno esterno finendo con il dare per scontato che qualcuno continuerà a provvedere alle sue necessità, ciò che farà di lui un irresponsabile e un fallito. Quando Draghi attivò il bazooka e salvò la stabilità dell’euro, raccomandò ai paesi più fragili di mettere in campo le riforme strutturali. Lo fece a più riprese, rivolgendosi in particolare all’Italia: era venuto il momento di introdurre misure che stimolassero la produttività e la competitività del paese. Ebbene, ignorati i consigli, prima che il virus cinese uccidesse oltre 30 mila persone, la nostra economia è già stata definitivamente spianata grazie all’impegno di grillini e leghisti  che hanno agito nei confronti dei cittadini come quel padre con il proprio figlio: distribuzione indiscriminata di soldi e favori in barba a meritocrazia e competenza, con  conseguente aumento della spesa corrente e del debito pubblico e impoverimento generale. La classica politica finalizzata al ritorno elettorale che deprime le migliori energie di un paese e scoraggia chi vorrebbe e potrebbe intraprendere. Con la pandemia, sono venute allo scoperto tutte le magagne nascoste sotto la superficie di un sistema paese ingolfato e  appesantito da una quantità inverosimile di leggi in contrasto tra loro per effetto della volontà di ogni nuovo esecutivo di segnare la differenza da quello precedente. Un caos inverosimile, ma asimmetrico: in Germania, per fare l’esempio di un paese poco amato in Italia ma da prendere come modello, il virus ha fatto il minor numero di vittime, senza bisogno di un fiume di dpcm, semplicemente con una comunicazione, accompagnata da una spiegazione chiara della Merkel ai cittadini, facendo leva sul senso di responsabilità. Solo una questione di comunicazione? Non direi. Quello che comunichi è il prodotto di quello che hai pensato e pianificato e intendi perseguire in modo lineare e coerente. Il contrario di quello che è avvenuto da noi. Prendiamo l’odissea delle mascherine. All’inizio ritenute assolutamente indispensabili, ma insufficienti persino per il personale sanitario e pressoché introvabili per tutti gli altri, da indossare all’aperto e all’interno dei supermercati, esclusivamente di un tipo, FFP2, in quanto le uniche sicure, poi mascherine per tutti, acquistabili al prezzo di 50 centesimi nelle farmacie (falso), depositate gratuitamente nelle cassette postali nei comuni del Friuli, ora anche fatte in casa. La fase 2, agli esordi, è la fotocopia della farsa mascherine. Nella confusione più totale rispetto alla fase 1,  il lockdown  non richiede misure particolari, la riapertura pone di fronte a un fottio di problemi, a cominciare dalla salute: che fine ha fatto la app per la tracciatura dei contagiati che la grillina Pisano, ministro dell’Innovazione, avrebbe dovuto preparare con la sua task force? Non ne è giunta notizia. Sul fronte soldi, quelli promessi, “ nessuno sarà lasciato solo”, non se ne sono visti, bloccati dalle perplessità delle banche che chiedono rassicurazioni malgrado le garanzie dello Stato: nel caso i prestiti non fossero ripagati, potrebbero dover rispondere di azioni da parte di altri creditori. Servirebbe uno scudo. Continuando sullo stesso tema: i 600 euro alle partite Iva attesi in marzo sono  arrivati a fine aprile; dei 25 mila euro a commercianti, artigiani e professionisti solo il 2 per cento ne ha fatto richiesta: 19 le scartoffie da compilare; la cassa integrazione in deroga è stata anticipata dalle aziende. Di queste,  molte  sono pronte a riaprire i battenti avendo completato le procedure necessarie per sanificare gli ambienti e provveduto ai dispositivi di sicurezza per i lavoratori. Però, anche a loro servirebbe uno scudo:  in caso di contagio all’interno dell’azienda dovrebbero rispondere di responsabilità civili e penali, con le procure già ai blocchi di partenza. Confusione, impreparazione,  mancanza di una rotta e soliti privilegi. In tempi di crisi c’è chi soffre e c’è chi gode.  Soffrono più di tutti le piccolissime imprese che non sanno se sopravviveranno, godono i pensionati, i dipendenti pubblici e gli assistiti dallo stato. Coloro che pesano maggiormente sulla parte produttiva del paese e la cui produttività è incerta o scarsa o inesistente. Si fa strada intanto l’idea di alcuni politici di entrare nel cda delle aziende private. La fissa della statalizzazione che le sinistre non hanno mai abbandonato e che trova alleati nei Cinque stelle. Chi si è paragonato a Churchill non ha dovuto pronosticare “lacrime sudore e sangue”, ché il paese ne ha ricevuto in dote quanto basta. Se proprio volesse provare a reggere l’improbabile confronto, potrebbe, nella “darkest hour” italica, fare appello al coraggio imponendo un drastico cambio di passo per salvarci dalla catastrofe. Il paese non può attendere oltre, le imprese devono ripartire. Però…le vacanze estive sono assicurate.

Giorno dell’ira, quel giorno che
dissolverà il mondo terreno in cenere
come annunciato da Davide e dalla Sibilla.

Quanto terrore verrà
quando il giudice giungerà
a giudicare severamente ogni cosa.

La tromba diffondendo un suono mirabile
tra i sepolcri del mondo
spingerà tutti davanti al trono.

La Morte e la Natura si stupiranno
quando risorgerà ogni creatura
per rispondere al giudice.

Sarà presentato il libro scritto
nel quale è contenuto tutto,
dal quale si giudicherà il mondo.

E dunque quando il giudice si siederà,
ogni cosa nascosta sarà svelata,
niente rimarrà invendicato.

In quel momento che potrò dire io, misero,
chi chiamerò a difendermi,
quando a malapena il giusto potrà dirsi al sicuro?
…………

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