Trump: stop ai fondi all’Oms…… l’opinione di Rita Faletti

postato il 18 aprile 2020 – ore 23,51

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C.N.

L’Oms, Organizzazione mondiale della sanità, fa da sponda alle Nazioni Unite, di cui è l’agenzia specializzata per le questioni sanitarie, e opera secondo linee guida non scritte ma segnate dall’Onu.  Il principio al quale l’organizzazione si attiene è semplice: mai contrastare o contraddire i potenti. Nel caso della pandemia di Covid-19, l’Oms ha commesso un grave errore di inadempienza, quello di non aver indagato su ciò che stava avvenendo a Wuhan. Un intervento tempestivo avrebbe potuto far luce sulla causa delle numerose infezioni polmonari anomale e sui decessi  nel capoluogo  dello Hubei  ed evitare che l’epidemia   si propagasse in lungo e in largo trasformandosi  in pandemia. Non è avvenuto e non per sottovalutazione, sarebbe stato comunque riprovevole , ma per sottomissione a Pechino. L’organizzazione non è nuova a trattamenti di favore alla Cina, avendo sorvolato sulla discutibilissima usanza diffusa in alcuni mercati cinesi di macellare animali vivi in spregio alle più comuni norme igieniche,  il che può spiegare lo spill-over, il salto di specie da animale a uomo, di virus come la Sars, l’H1N1 e oggi il Covid-19. Trump avrà tanti difetti  ma in questo caso gli si deve riconoscere il merito di non aver taciuto  su un dato di fatto che per interesse  e ipocrisia pochi osano ammettere, e per una volta non al solo fine di giustificare i propri iniziali errori: l’Oms non è una organizzazione indipendente. Affibbiare al patogeno l’espressione “virus cinese”,  suscitando le reazioni stizzite del paese asiatico e dei suoi estimatori, è in parte allusivo al luogo di origine del virus,  in parte  alla responsabilità della Cina di non averne  impedito la diffusione. Se è opinione largamente condivisa che Trump abbia voluto spostare l’attenzione da frasi come “è solo un’influenza” o “siamo intervenuti subito e ora è tutto sotto controllo” sulle colpe cinesi,  è tuttavia  indubbio che non è così  lontano dalla verità quando accusa l’Organizzazione mondiale della sanità di aver “fatto male il suo mestiere” e aver coperto Pechino. Forte di questa convinzione,  ha dichiarato che bloccherà i fondi  destinati all’Oms. Anche la Cnn, che non si può certo sospettare di simpatie trumpiane, considera  l’Organizzazione troppo vicina agli interessi politici cinesi. L’esclusione di Taiwan dall’Oms è una forma di  appeasement nei confronti della Cina che pretenderebbe  che il mondo intero non riconoscesse l’esistenza di Taiwan come stato indipendente. Altra nota stonata è stato l’elogio pubblico del direttore generale dell’Organizzazione , Ghebreyesus, alle doti di rara leadership di Xi Jinping e all’impegno e alla trasparenza dimostrate dalle autorità cinesi  nella lotta contro il coronavirus. Trasparenza? In verità  la Cina ha gestito le prime fasi del contagio in modo assai opaco preoccupandosi più della propaganda che della salute dei propri cittadini. E l’Oms le ha dato una mano negando persino la possibilità di trasmissione del patogeno da uomo a uomo e, a metà gennaio, ha definito  il rischio di pandemia  “moderato”, salvo poi correggerlo in “molto alto” pochi giorni dopo. Come ritenere affidabile una organizzazione che si propone  “il raggiungimento del più alto livello possibile di salute” e dichiara che gli asintomatici non sono contagiosi? Come credere che assolva alle funzioni di indirizzo della ricerca sanitaria e dell’assistenza tecnica se a fine febbraio accetta per buono il numero di contagi comunicato da Wuhan (80 mila anziché 120 mila) senza verifica?  Impossibile non condividere il punto di vista di Trump e la decisione di far mancare all’Oms un bel po’ di quattrini, tenuto anche conto dei costi elevati delle varie articolazioni dell’organizzazione sparse per il mondo.  Ma cosa c’è dietro il trattamento di favore riservato alla Cina?  Salta fuori che  la nomina di Ghebreyesus  a  direttore generale dell’Organizzazione nel 2017, era stata sponsorizzata dai cinesi contro il candidato proposto dagli americani e che l’uomo, già ai tempi in cui era ministro della Sanità in Etiopia, aveva stretti legami con il Paese asiatico. E però, agli occhi di molti italiani, non solo i politici che costituiscono la maggioranza relativa in Parlamento,  la Cina è la  generosa dispensatrice di  milioni di mascherine  e di respiratori (tutto pagato) mentre i 36 miliardi del Mes  da spendere nella sanità sono una trappola dell’Europa.

C.N.

Ehi
C’è qualcuno lì dentro?
Se mi senti fa’ un cenno
C’è qualcuno in casa?
Dai, vieni
Sento che sei depresso
Posso alleviarti il dolore
E rimetterti in piedi
Rilassati
Prima di tutto mi servono informazioni

Solo i fatti essenziali…….


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