Finti filantropi……..l’opinione di Rita Faletti

postato il 01 agosto 2019

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Assemblea dell’ONU

Provo un’ istintiva diffidenza nei confronti di tutti i predicatori di pace, quasi sempre a senso unico, i benefattori dell’umanità che soffre, i soccorritori di disgraziati, gli alleviatori di patimenti altrui. Nascondono spesso un secondo fine, facile da identificare: l’arricchimento personale facendo leva sulla buonafede e la compassione. Mi fido più del “cattivo” che è costretto ad alzare la voce e minacciare per farsi ascoltare ma in fondo si scopre essere buono. E vengo al punto. Ci sono, nel mondo, note organizzazioni e associazioni nate con l’intento di promuovere il rispetto dei diritti umani, che operano in paesi dove abusi e violenze, soprattutto nei confronti dei deboli, minori e donne, sono ordinaria prassi. E’ provato che la crudeltà si manifesta e raggiunge impensabili punte estreme laddove la possibilità di difesa è assente. Questo è vomitevole. Ebbene, le encomiabili “confraternite” per la salvezza e la cura dei poveri del mondo, organizzazioni non governative e charity, vantano anch’esse qualche mela marcia al loro interno. L’uomo non è perfetto e il male può annidarsi ovunque. Ma non è questo il tema. Ciò che emerge, senza tuttavia sorprendere, è il pervicace comune sforzo di tenere nascosto il marcio, stando a recenti dati, in crescita, da parte dei vertici. Il caso Oxfam è eloquente: la numero due della ong, ha rassegnato le dimissioni dopo aver invano denunciato lo scandalo di festini organizzati in Ciad e a Haiti con ragazze in miseria. Pare che il motto più in voga tra i funzionari e i volontari fosse “sex for food”. Il chief executive, Mark Goldring, era a conoscenza degli abusi ma li ha ignorati. I crimini sessuali su minori e gli stupri, non mancano neanche tra i Caschi blu dell’Onu. Il primato spetta alle unità di stanza nella Repubblica Centrafricana, provenienti da Bangladesh, Congo, Niger e Senegal. I casi di violenza dovrebbero essere sanzionati ma pare che ci siano disfunzioni nell’apparato disciplinare interno dell’ Onu, che “fa fatica” a punire i suoi dipendenti che si macchiano di crimini sessuali. Le cosiddette missioni di pace forniscono occasioni di stupro e di orge collettive. Si parla di “sessualità sfrenata” e “paletti morali che saltano”. Nel 2012, sul sito del Globe, si leggeva: “Peacekeepers gone wild: how much more abuse will the Un ignore in Congo?” (Forze di pace a briglia sciolta: per quanto ancora l’Onu ignorerà gli abusi?). E il bello è che i solerti filantropi del Consiglio di sicurezza, difensori strenui dei diritti umani, sono i primi a sfregiarli nel silenzio e nell’indifferenza generali, eccezion fatta per brevi dichiarazioni sdegnate, sporadiche assunzioni di responsabilità non scontatamente seguite da doverose dimissioni. Il che fa pensare che i comportamenti devianti siano più diffusi e condivisi di quanto si voglia far credere. Non c’è da stupirsi. Del resto l’Onu si distingue per il suo atteggiamento di relativismo morale che ha legittimato e continua a legittimare le incursioni e gli attentati che da settant’anni noti gruppi terroristici compiono contro civili in territorio israeliano e condannano Israele per violazione dei diritti umani quando reagisce. Se non fosse ridicolo sarebbe tragico. A questo c’è però una spiegazione. I membri dell’Onu sono 193, dei quali 120 appartengono al cosiddetto “Movimento dei Non Allineati”, i paesi che durante la Guerra Fredda si sono dissociati sia dal blocco sovietico che dal blocco occidentale, allineandosi, di fatto, contro l’Occidente. Essi costituiscono il più grande blocco di voti alle Nazioni unite e sono anche i più agguerriti nemici dello Stato di Israele. Sono, inaspettatamente, gli stessi che hanno approvato i campi di rieducazione di un milione di musulmani cinesi. L’islam intero schierato dalla parte di Pechino?. Certo, per motivi squisitamente economici. Quello che invece offende la coscienza di chi ancora ne possiede una, non è tanto la doppia morale dell’Onu, un carrozzone schizofrenico che costa un occhio e serve a poco, quanto l’ostilità a Israele di alcuni stati europei: Francia, Olanda, Danimarca, Irlanda, Lussemburgo e Malta. I motivi possono essere due: la resa all’islam per codardia o la stupidità. Forse entrambi. E i sordomuti senza attributi non si contano.

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