Chiusura dei porti aperti, salvataggio non salvataggio, sfilate sulle navi ong………l’opinione di Rita Faletti

postato il 10 luglio 2019 alle ore 12,49

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Protagonisti il frastuono, i giudizi avventati da esperti di coloro che esperti non sono, la zuffa permanente tra chi è a favore e chi è contro, l’estremismo del linguaggio. Emblematico il caso della Sea Watch3, una schiera di attori di primo e secondo piano e le comparse. Carola Rackete, il capitano della nave, la tedesca ricca e “sbruffoncella” che Salvini avrebbe volentieri ammanettato e accompagnato nelle patrie galere, per aver infranto le regole sulla sicurezza di un paese straniero, puntando, senza autorizzazione, dritto verso il porto di Lampedusa. I parlamentari dell’opposizione, Delrio e Furfaro (Pd), l’onnipresente Fratoianni (la Sinistra) e Magi (+ Europa) che per segnare la distanza dal governo salgono a bordo della nave e vi passano la notte. A terra le comparse: i tifosi delle due contrapposte fazioni che attendono la conclusione del match. Una sceneggiata che fa onore al paese, ne sottolinea l’unità e consolida la buona reputazione di cui godiamo in Europa. Ma se uno volesse fregarsene della reputazione e una volta tanto decidesse di agire secondo ragione, comincerebbe a riflettere su come risolvere la questione immigrazione in modo strutturale e definitivo. Per esempio, smettere con la propaganda e le sceneggiate, andare a Bruxelles, chiedere con fermezza la revisione della Convenzione di Dublino, pretendere dai paesi della Ue l’avvio di una efficace operazione congiunta di forze e mezzi navali per contrastare i trafficanti e salvare i profughi. L’immigrazione, questione complessa e terribilmente seria, più dell’economia, del lavoro, del clima, è l’unica che può far ballare la coesione europea. Il fenomeno migratorio è vecchio quanto il mondo. Il fenomeno migratorio, iniziato prima ancora che il pianeta ospitasse qualche milione di persone, quando le prime rappresentazioni della terra mostravano ampi spazi bianchi, è una costante nella storia dell’umanità e un generatore di conflitti. Significa scontro più che incontro tra etnie, religioni e mentalità, che non è affatto scontato possano convivere, se per convivenza si intenda mescolarsi in modo omogeneo e quasi naturale, per altro difficile anche tra simili. E questo è il primo ostacolo. Un’economia solida e uno stato organizzato con una chiara visione del futuro, è in grado di affrontare il fenomeno migratorio, offrire un’accoglienza adeguata e portare a compimento un processo di integrazione intelligente che si fondi sul rispetto di regole precise da osservare da ambo le parti. E questo è il secondo ostacolo. Maggioranza e opposizione avrebbero il dovere e l’interesse di concordare una linea comune sull’immigrazione, che non fosse messa in discussione da esecutivi nuovi e diversi. E questo è il terzo ostacolo. Così, l’immigrazione rimarrà un problema irrisolto dalle conseguenze disastrose finché non sarà affrontato in maniera scientifica e senza sottovalutare un dato inconfutabile: il declino demografico e l’invecchiamento della popolazione. Gli immigrati potrebbero essere, in parte, una soluzione. Il che non significa avanti tutti, come hanno fatto i precedenti governi fino a Minniti, il quale provvide a regolamentare il flusso migratorio, disciplinò l’attività delle ong e firmò accordi con Serraj per fermare i clandestini. Fu accusato dalla sinistra radicale di disumanità senza che la stessa sinistra fosse in grado di offrire uno straccio di alternativa. Oggi, quella sinistra attacca Salvini e il Partito democratico affonda la linea Minniti e non vota il rifinanziamento della missione internazionale sulle motovedette alla guardia costiera libica. Intanto Serraj, bombardato da Haftar, libera 350 persone dai campi di detenzione. Una ulteriore occasione di business per i trafficanti di esseri umani che continueranno indisturbati a percorrere la stessa rotta attraverso il Mediterraneo centrale, affidando il loro carico alle ong di passaggio o spingendo imbarcazioni di varie misure fino alle nostre coste. Renzi scrive che l’immigrazione non era una emergenza, forse ha dimenticato i numeri, e afferma che, se lo ius soli fosse stato votato, il Pd non avrebbe perso tanti consensi. In verità, c’è il sospetto che la politica delle porte aperte sia stata una delle ragioni della disfatta elettorale del Partito democratico, altrimenti come spiegare il consenso che sale a favore di Salvini? A sinistra si nota un po’ di confusione che si cerca di nascondere dietro il vecchio schema del tutti uniti contro l’avversario politico. In passato, quello schema ha portato fortuna solo all’avversario. E torniamo al caso della Sea Watch3. La Corte di Strasburgo, mai indulgente con l’Italia, si è espressa con chiarezza: non esisteva un rischio imminente. Carola Rackete non ha salvato naufraghi in pericolo di vita, ha prelevato migranti non esposti a rischi immediati trasbordandoli sulla Sea Watch dalle barche di scafisti che poi si sono dileguati. Sulla stessa linea il cofondatore del partito tedesco dei Verdi, ministro federale dell’Interno dal 1998 al 2005, il quale si chiede se “una organizzazione privata (ong) possa prendere a bordo delle persone in mare per poi costringere un paese ad accoglierle”. E concludo, citando una preghiera di Camillo Langone: “Signore Gesù, perché mai il tuo vicario insiste tanto sull’assistenza a giovani sani, spesso maomettani, anziché ai nostri vecchi malati, quasi tutti cristiani? Signore Gesù, sei stato tu a dire “Chi non è con me è contro di me” e allora perché il tuo vicario vuole riempire l’Italia di persone che sono e saranno contro di te? Chi rappresenta quest’uomo?”.Domande a dir poco insolite, che entrano di prepotenza in un mondo impaurito e tristemente governato dal politicamente corretto che ha fatto del pensiero critico tabula rasa.

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