Papa e Presidente a braccetto…………….l’opinione di Rita Faletti

postato il 20 Maggio 2019 – 09:08

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Nella fase di turbolenza che precede le europee, aumentano le pressioni e i tentativi esterni di influenzare, indirizzare o interferire nelle scelte su temi particolarmente sensibili come immigrazione e accoglienza. Il binomio Dio-Cesare, azzardato se riferito a Bergoglio e a Mattarella, espressioni uno della fragilità della Chiesa, l’altro della debolezza dello Stato, non solo in quanto entità terrene e quindi fallibili, sembra trovarsi in perfetta sintonia. Se non fosse che la posizione del ministro dell’Interno è divergente. Oggi, il Consiglio dei ministri voterà il decreto sicurezza bis e l’Onu, quel campione di imparzialità, che non fiata sulla crisi umanitaria in Venezuela, sul conflitto in Yemen, sulle carneficine di cristiani, sulla guerra in Libia, che condanna Israele per crimini contro l’umanità, ci ha messo il becco : il decreto viola i diritti umani. Tralasciando la scarsa autorevolezza del giudizio e di chi lo ha emesso, è inevitabile, pur facendo parte di un mondo interconnesso, domandarsi fino a che punto accettare come legittima l’intromissione di un organismo sovrannazionale, inefficace e fazioso, negli affari interni di un paese su una questione così delicata e tanto malamente e ipocritamente affrontata in Europa. Il tema non è limitato all’accoglienza, ma riguarda, soprattutto, la convivenza di culture diverse e spesso incompatibili, l’accettazione delle leggi del paese ospitante, la volontà di integrazione dell’ospitato. Il Papa argentino ha fatto dell’accoglienza e della condanna agli egoismi dell’occidente, a suo dire ricco e cinico, il perno della propria missione, dimenticando che la questione riguarda lo Stato, non la Chiesa, e che l’aspetto connesso alla religione, questo sì di sua competenza, non è affatto irrilevante. La Chiesa, fin dalle origini, ha dovuto combattere strenuamente contro varie e pericolose minacce e tentativi di distruggerla. E’ riuscita a proteggere la sua missione di evangelizzazione e santificazione, senza snaturare la sua dottrina, la sua missione e la sua identità. Giovanni Paolo II riportò una vittoria morale contro il comunismo e riuscì a garantire la piena libertà della Chiesa. Papa Ratzinger avvicinò la Chiesa occidentale alla Chiesa ortodossa russa accomunate dall’impegno per la difesa dei veri valori cristiani tradizionali e aprì alla Russia di Putin ravvisando la vicinanza culturale tra quel paese e l’Europa. Il papa tedesco, l’intellettuale raffinato, il teologo di razza fu anche il primo a comprendere che il suo pontificato era avversato da chi voleva la “modernizzazione” della Chiesa e il suo adeguamento a una società che ha il suo centro nell’  io e nelle sue voglie da soddisfare. Il cardinale Martini definì la Chiesa “un’istituzione indietro di duecento anni”, da riformare e omologare alla modernità, rendere accomodante di fronte alle esigenze della mondanità, aperta sulla morale sessuale, più flessibile in tema di liturgia e dottrina. La riforma della Chiesa e l’indebolimento dei suoi connotati fondamentali sono funzionali alla volontà di omologazione di tutti i popoli all’ideologia dei liberal americani e al loro progetto laicista e politicamente corretto di cui Barack Obama è stato l’ispiratore con Hillary Clinton.Già nel 1996 un gruppo di cardinali aveva iniziato ad incontrarsi per preparare un nuovo pontificato per il cambiamento della Chiesa e il nome di Jorge Mario Bergoglio era ricorrente. Con la sua elezione al conclave del 2013, quel progetto politico è stato realizzato. La Chiesa è ora al servizio dell’agenda Obama/Onu: immigrazionismo ideologico, ambientalismo catastrofista, abbraccio con l’islam, appannamento della dottrina, abbandono di principi non negoziabili, apertura ai nuovi costumi sessuali. In una fase di scristianizzazione, la Chiesa aveva proprio bisogno di una guida così!

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