Mai fare lo stesso errore due volte………l’opinione di Rita Faletti

postato il 17 gennaio 2019

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L’intervista a un aspirante lavoratore ha la funzione di raccogliere informazioni e dati per comprendere se questi siano compatibili con il profilo lavorativo richiesto. Matching è il termine con cui gli anglosassoni sinteticamente definiscono l’incontro tra domanda e offerta, ciò che i riformandi centri per l’impiego, finalizzati a togliere dalla strada e dal divano inoccupati cittadini alla ricerca di un’occupazione,saranno chiamati a fare. Il progetto, di per sé apprezzabile nelle intenzioni, fumoso nella propaganda e comunicato alla solita maniera approssimativa e confusa dei grillini, ma complesso nella pratica,non si sa ancora da chi e come verrà gestito, dettagli non di poco conto. Se dovesse prendere avvio all’inizio della primavera, contemporaneamente al reddito di cittadinanza, sarebbe un fallimento certo. Una cosa raffazzonata e pastrocchiata, in linea con la natura del governo gialloverde e dell’operato dei suoi più rappresentativi ministri. Grillo, Lezzi, Toninelli, per nominare i più noti senza voler far torto ad altri, di pari vaglia, messi di fronte a test selettivi seri, sarebbero stati invitati ad accomodarsi (fuori) e presentarsi più preparati o a non ripresentarsi.Questione di congruità. A mestiere specifico, specifiche abilità e competenze. Nel mondo dell’impresa privata, uno dei pochi in cui abilità e competenze contano,si fa ciò per cui si è stati assunti e per cui si viene pagati. Non è pensabile bluffare. Nel mondo della politica e della pubblica amministrazione, altre sono le regole.Lapalissiano è l’esempio di Roma, non una cittadina di cinquantamila abitanti, ma la capitale della settima potenza industriale, l’antica Res publica, poi il cuore di un impero grandioso, rispettato e temuto, di cui furono e sono espressione concreta e testimonianza i monumenti che tuttora portano l’acronimo SPQR (Senatus Populus Que Romanus: il Senato e il Popolo Romano). Se non fosse per quei monumenti, non rimarrebbe traccia di quel passato glorioso. Decenni di malgoverno hanno cancellato rispettabilità, prestigio e decoro che tre anni di buona amministrazione non potrebbero far risorgere ma a cui tre anni di pessima amministrazione hanno dato il colpo di grazia. La capitale è profondamente malata, forse irrimediabilmente.E torno al punto di partenza con una domanda: se alla Raggi fosse stato somministrato un test attitudinale e si fosse esaminata la precedente esperienza professionale,si è sicuri che il sindaco della città più disastrata d’Italia, se non del mondo, sarebbe lei? Virginia Raggi potrebbe a malapena amministrare un condominio di modeste dimensioni. Ma il problema non l’ha creato lei, non essendosi autoeletta, bensì la piattaforma di una società privata, i rispettivi proprietario e guru, artefici della sua nomina come di quella di Di Maio, il profeta del prossimo boom economico che sta dissolvendo l’economia.Il ragazzotto vestito da prima comunione, che legge con orgoglio una lista di cose e ci mette la spunta, “fatto”, non si avvede che l’illusionismo del suo scombiccherato governo ha fatto una cosa sola, velocemente e per suo esclusivo merito, lo smantellamento del sistema economico. Errare è umano, perseverare diabolico. Diabolico aver dato loro una seconda possibilità, dopo i risultati di Raggi a Roma.Una discarica a cielo aperto,tanfo e sporcizia, schiere di ratti giganti che si sono impossessati di interi quartieri, buche diventate voragini assassine, sterpaglie ovunque, autobus in fiamme,deprimente stato di abbandono, manifestazioni di protesta che si contendono le piazze, lo sciopero perenne di Atac,sono laf accia dell’incompetenza e dell’incapacità di un’amministrazione guidata da una poverina, detto senza ironia, che avrebbe tratto soddisfazione e gratificazioni maggiori nel fare altro. Un’indennità di 114.792 euro l’anno, più dello stipendio del Presidente del Consiglio, non compensa un fallimento così completo e totale. E poi si faccia finta di non capire, si cambi discorso, si preferiscano slogan e propaganda alla realtà.

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