Tra narrazione e realtà, il governo dell’isolamento e della caduta…………l’opinione di Rita Faletti.

Postato l’8 novembre 2018 alle ore 17,42

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La popolarità non è un indicatore del successo di un governo. Di Maio e Salvini sono due esempi emblematici di popolarità e di consenso elettoral-popolare, ma il governo del quale essi sono i due azionisti principali, è espressione di un fallimento politico ed economico evidente a tutti. Le radici del fallimento sono nel contratto stesso di governo, in cui si è tentato di tenere assieme, di fatto senza riuscirvi, due mentalità diverse e due progetti di paese, se così si possono definire le riforme generaliste e imprecise contenute nel documento. Le due forze, a conferma di ciò, non si definiscono alleate, bensì contraenti, negando così una visione unitaria e coerente. L’unico aspetto che la Lega e il Movimento 5S hanno in comune, è emerso nei pochi mesi di governo ed è la volontà di far saltare i conti per uscire dall’euro e adottare una moneta diversa, forse tornare alla liretta e ripristinare l’antica abitudine alla svalutazione per essere concorrenziali sul mercato. Il piano B di Savona, i continui attacchi alla Commissione europea, alla Bce e le recenti insinuazioni di bassa lega su Mario Draghi di Giggino, avallano questo sospetto. E se ritorniamo ai tempi antecedenti al 4 di marzo, in campagna elettorale quei propositi li troviamo tutti, ripetuti e sbandierati. Ecco perché gli inviti della Commissione europea a riscrivere la manovra di Bilancio sono finora caduti nel vuoto. I due guastatori della finanza pubblica, hanno fatto della sfida all’Europa il loro modus operandi, confidando di arrivare alle elezioni del prossimo maggio che, a loro giudizio, dovrebbero risultare in una sconfitta degli europeisti. Il piano B di Savona sarebbe pronto. Ma ci sono dubbi che ciò accada: i movimenti populisti e sovranisti europei non intendono rinunciare ai vantaggi che derivano dallo stare nell’Unione e di cui hanno avuto più che un assaggio. Il forte dubbio è, invece, che all’appuntamento del 2019 si arrivi completamente isolati e impoveriti. Una spia di allarme è il pil uguale a zero nel terzo trimestre di quest’anno. E’ anche possibile, peraltro, ed è una speranza, che, in caso di vittoria degli europeisti, se fino ad allora non si sarà più parlato di reddito di cittadinanza e riforma della legge Fornero, i due si rallegreranno per averla scampata bella e poter dire ai loro elettori che la colpa delle mancate riforme è dell’Europa. Una strategia ormai vecchia che ha stufato. “Porteremo le nostre riforme nel mondo” ha dichiarato il premier Conte di fronte a una platea di persone incerte se credere alle loro orecchie o scoppiare a ridere. Ma questo è il governo sventura che ci tocca sopportare, in bilico tra la realtà e una narrazione che si arricchisce di giorno in giorno di nuove fandonie indispensabili alla tenuta delle precedenti.

 

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