La ricchezza degli italiani sarà la soluzione……l’opinione di Rita Faletti

postato il 21 ottobre 2018 alle 11,35

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Non è più soltanto una questione di impreparazione e incompetenza, di incoscienza e beffarda arroganza o di dannosa incontinenza verbale, c’è dell’altro e, se possibile, di ben più grave. Di Maio e Salvini, che la ragione e un briciolo di amor patrio indurrebbero a inquadrare come sgovernanti frenopatici, sono arrivati a un punto di non ritorno. Il commissario per gli Affari economici Moscovici è stato chiaro: tre sono le richieste che Bruxelles rivolge al governo gialloverde e che esigono risposte entro mezzogiorno di lunedì prossimo, in quella che dovrebbe essere la revisione del piano di spesa presentato dall’Italia e respinto dai top economic officials dell’Unione. Richiesta numero 1: piano per la riduzione del debito; richiesta numero 2: riduzione del deficit; richiesta numero 3: piano per lo sviluppo. Moscovici ha aggiunto, in tono asciutto, che alle elezioni europee del prossimo maggio gli europeisti saranno la maggioranza, che lunedì sarà ancora lui a valutare la riproposizione del piano di spesa contenuto nella manovra, che sarà sempre lui a rivestire l’incarico di commissario per gli Affari economici fino al novembre del 2019. Come dire: non fatevi illusioni su una ipotetica vittoria dei sovranisti e non aspettatevi indulgenza di fronte all’ostinata inosservanza delle regole dell’eurozona. La fase del dialogo è conclusa. Il passo successivo potrebbe essere una procedura di infrazione per eccesso di deficit che equivarrebbe a una multa fino allo 0,5 per cento del prodotto interno lordo. Il pragmatismo di Moscovici è stato il commento a una manovra avventata e, indirettamente, la risposta alle sfide volgari e alle castronerie sparate dai due vice in pieno delirio di onnipotenza, Salvini credendo che i muscoli possano più del cervello, Di Maio per una sostanziale insufficienza intellettiva che gli impedisce di valutare se stesso per quello che è: un mediocre senza meriti e cultura che si è montato la testa. I due, dopo il botta e risposta sul deplorevole regalo agli evasori, definito Decreto fiscale, che attesta l’incompatibilità tra due programmi contrapposti e l’inconciliabilità tra due corpi elettorali diversi, hanno ritrovato l’accordo su un punto: mantenere il deficit al 2,4 per cento. A nulla è valso il tentativo del ministro Savona di indurli a un ripensamento, a nulla è servito lo spread a 320 punti, a nulla è servito il declassamento da parte di Moody’s del nostro debito a un gradino sopra il livello spazzatura. A Moody’s Di Maio risponde “con un grande sorriso”. Forse nessuno gli ha ancora spiegato che non è la stessa spazzatura così comune dalle sue parti e che un debito del genere impedirebbe alla Bce di acquistare i nostri titoli di stato e il paese rischierebbe il default. A quel punto, solo un soccorso interno potrebbe salvarci: gli italiani dovrebbero comperare il debito. E’ un’idea che in area Lega e grazie al sostegno del sottosegretario all’Economia Borghi è diventata popolare. La ricchezza privata degli italiani è il tema che ultimamente pare stuzzicare l’immaginazione dei grilloleghisti. Salvini ha prospettato l’ipotesi di uno sconto fiscale a favore degli italiani che accettassero di acquistare un po’di titoli di stato. Oibò! Il vice ha anche detto, chiaro e tondo, che, se le cose dovessero mettersi male, il governo potrebbe chiedere un aiuto ai cittadini. L’oro alla patria? Salvini fa affidamento alle catenine della Prima Comunione, ai braccialettini con il nome, al ciondolo per ogni compleanno? Sarebbe come cercare di fare cassa con i vitalizi per pagare il reddito di cittadinanza. La storia si ripete. Non sapendo come fare fronte al debito, gli attuali artefici di una rovinosa caduta pensano di ricorrere ai soldi dei cittadini di cui dicono di volere il bene. Com’è facile sgamarli eppure com’è difficile per la gente rendersi conto della gigantesca trappola in cui è caduta. Per chi ha lo sguardo lungo, la sfida all’Europa si regge proprio su questo inganno, allora può continuare e non ammette ripensamenti. Se funzionerà Salvini e Di Maio verranno acclamati eroi, se invece fallirà, il paese fallirà con loro. Sono come quel comandante schizzato del Boeing 777 della Malaysia Airlines che decise di suicidarsi assieme al suo carico di 239 ignari passeggeri. Loro sono come quel pilota, noi come quegli sventurati passeggeri. Sperando che qualcuno li fermi in tempo e per i prossimi vent’anni.

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