Tra irrazionalità e rassegnazione………l’opinione di Rita Faletti

 

postato il 5 settembre 2018 alle ore 13,44

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In mancanza di fatti, vanno bene anche le parole, le sfilate, le strette di mano, gli show e i talk show. Gli italiani sono un popolo che strepita ma poi si accontenta di poco. Si è alimentato, per mesi, di promesse incredibili, soldi a chi non lavora e mai ha lavorato, tassa piatta per tutti, pensione a 64 anni, immigrati a casa loro. Si è bevuto menzogne clamorose da chi gridava “onestà, onestà, onestà” e taroccava i bonifici, da chi assicurava massima trasparenza via streaming e ora accetta interviste solo se programmate e senza contraddittorio, convoca rappresentanti sindacali e istituzionali a porte chiuse, emette verdetti di colpevolezza senza processi, elegge i suoi rappresentanti politici con un clic, prende ordini da una società e da un comico. Tutto questo può bastare per chiedere, legittimamente, che cosa ci aspettiamo? E’ possibile richiamare i “cittadini” alla realtà e pretendere che la ragione, che si è insediata nei visceri, faccia ritorno nella testa? Si può pretendere che l’opposizione, o le opposizioni, di qualunque colore esse siano, facciano sentire la loro voce, non per comunicarci le date dei congressi o i nomi di qualcheduno, le cui idee, per quello che si può capire, valgono quanto le mie? Si può sentire un “Ora basta!”, deciso, forte, consapevole? O dovremmo rassegnarci a una caduta fragorosa o a un lento declino senza ritorno?

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