Immigrazione pericoloso detonatore………l’opinione di Rita Faletti

 

postato il 27 agosto 2018 alle ore 15,03

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La vicenda della Diciotti, per giorni al centro della sarabanda di accuse al ministro dell’Interno, colpevole di aver tenuto in ostaggio dei disgraziati su una nave italiana in un porto italiano, si è conclusa. Non senza strascichi e ulteriori polemiche all’interno del mondo politico e sviluppi nel rapporto tra ministro e magistratura. Sì perché è successo quello che era prevedibile e che la sinistra radicale auspicava accadesse. Salvini è indagato dal procuratore di Agrigento per abuso di ufficio, arresto illegale e sequestro di persona. Si riapre il conflitto di berlusconiana memoria tra politica e magistratura, che gli azzurri hanno colto al balzo per invitare Salvini a fare ritorno nella sua casa naturale. Non sarebbe il primo richiamo da quando è nato il patto tra sodali gialloverdi. Il ministro dell’Interno ha ringraziato ma lasciato cadere l’invito e si è affrettato a rispondere chissenefrega al magistrato. “Si occupi piuttosto degli scafisti che forniscono la droga venduta fuori delle scuole”. Ammesso che questo fosse pertinente con i motivi dell’indagine, non avrebbe la stessa risonanza e gli stessi effetti positivi sulla popolarità del magistrato, il quale, al contrario, nel duro confronto con il ministro, ne verrebbe fuori più acciaccato dell’indagato stesso, con quell’effetto boomerang che una parte non esigua dell’opinione pubblica si augura. Salvini, da vera pop star al centro di un vasto e trasversale consenso, potrebbe godere di un’autentica cintura di protezione che azzererebbe qualunque condanna con l’esito di farlo apparire un eroe. Senza considerare che, a onore del vero, quando il ministro ha ricevuto l’avviso di garanzia, alcuni migranti erano già scesi dalla nave (ventisette minori non accompagnati e dodici con problemi di salute) altri erano stati collocati (venti in Albania, venticinque in Irlanda e i rimanenti in varie diocesi della Chiesa cattolica). E’ anche significativo che l’Europa dell’accoglienza sia rimasta sorda e muta, confermando il sospetto che la redistribuzione su base volontaria, presentata come un successo dal Governo Conte, sia in realtà una sconfitta sul piano diplomatico oltre che fattuale. La prossima nave scioglierà ogni dubbio. Quali le conseguenze? Se Francia, Germania e Spagna dovessero ripetere il diniego alla redistribuzione, per noi comincerebbero i problemi seri. Domani Salvini incontrerà Orban: cercherà di convincerlo a collaborare? Con quale promessa in cambio? La proposta di Renzi, di mettere da parte le ostilità tra governo e opposizione, e concordare una linea che costringa i paesi del gruppo Visegrad a prendersi una quota di migranti, è di buon senso e servirebbe a rompere il gelo che si è venuto a creare tra Italia ed Europa non solo sul tema immigrazione. Ma di buon senso è carente il governo, a meno che sua precisa intenzione non sia attuare quel famigerato piano B di uscita dall’eurozona e riposizionamento dell’Italia a fianco dei paesi dell’est e all’ombra dell’autocrate di Mosca. Ma questo è un altro capitolo nel paese dell’incertezza.

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