Sorella io ti credo…o forse no…l’opinione di Rita Faletti

postato il 23 agosto 2018

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“Sorella io ti credo” dice uno dei cartelli portati in processione dal movimento #metoo, riedizione aggiornata dei movimenti femministi che dall’Ottocento ad oggi hanno accompagnato e segnato le tappe nel processo di acquisizione dei diritti delle donne. Dalle suffragette che in Gran Bretagna rivendicavano il diritto di voto e, con esso, la partecipazione alla vita politica del paese, al movimento femminista degli anni Sessanta che reclamava il diritto alla scelta della maternità, all’eguaglianza nella sfera privata e sessuale e nel posto di lavoro, per arrivare agli anni Novanta, con la protesta contro la discriminazione salariale e le molestie sul lavoro. E veniamo all’oggi e alla nascita del movimento #metoo. E’ successo che un famoso regista, Weinstein, sia stato accusato di ripetuti comportamenti lesivi della dignità femminile, aggressione sessuale, molestie eccetera. Per l’uomo è iniziato un calvario che ne ha determinato la caduta, per le donne, al tempo dei fatti attrici o aspiranti tali, ora celebrities da red carpet, una esibizione intollerabile di sofferenze e lacrime al ricordo di quell’orco e delle sue terribili avances. Chissà perché accettate o subite, forse in previsione di un tornaconto, o forse cercate proprio in vista di un tornaconto? L’offesa alla dignità non aspetta tempi migliori per la denuncia, non si accoda alle accuse altrui per trovare il coraggio di accusare, non ricorre all’alibi della debolezza o della soggezione di fronte al fascino irresistibile del potere. Una moltitudine di donne molestate, aggredite, stuprate da orchi predatori. Tre di questi orchi si sono suicidati, incapaci di sopportare la vergogna, prima che le molestie, le aggressioni, gli stupri fossero provati. Sorella, io mi dissocio e dubito e ti spiego anche il perché. Quando protestavi che oltre a un corpo avevi anche un cervello, ti ho beccata mezza nuda a fare la pubblicità di una lussuosa convertible o di uno yacht da miliardari, e non dirmi che volevi evidenziare le tue doti intellettuali. Hai scoperto che con il corpo avresti guadagnato molto di più, senza fare fatica. E dopo aver accusato il maschio di essere interessato solo al tuo corpo, vuoi che creda alla bugia della violenza? Certo, in alcuni casi, sarà davvero andata così. Ma, non essendoci un testimone, posso dubitare della tua versione? Non ti offendere sorella se non ti credo. Volevi finire sulle pagine patinate dei magazine e ti sei data da fare. Non ti condanno, ma almeno preferisci il silenzio alle accuse. Ti è andata bene, hai avuto quello che cercavi, perché tanto odio e tanto desiderio di vendetta? Siete pari: ognuno dei due ha ottenuto quello che voleva. Forse solo adesso hai avuto un rigurgito di dignità, o forse la tua popolarità è in calo? Per fortuna il caso di Asia Argento è intervenuto a mettere un po’ di ordine nelle cose. L’accusatrice è diventata l’accusata, da abusata ad abusatrice. Avrebbe sedotto Jimmy Bennett quando il giovane era ancora minorenne e avrebbe pagato il suo silenzio con una bella sommetta. La Argento si difende e nega. Come andrà a finire non importa, ma la cosa segna un punto a favore dei maschi e dell’uguaglianza tra i sessi.

 

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