Il partito unico del No sacrifica i bambini immunodepressi ai propri fini elettorali……l’opinione di Rita Faletti.

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postato il 9 agosto 2018 ore 12,31

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Un’altra questione ha animato i dibattiti dentro e fuori del Parlamento, non riguardo il gasdotto o l’Alta velocità o il terzo valico o l’Ilva, per i quali si può aspettare che i “supercompetenti” nominati dal governo (come fanno degli incompetenti a nominare dei competenti Dio solo sa) diano il loro supercompetente responso. E’ la questione dei vaccini, su cui il premier Conte non ha dovuto esprimersi, lasciando ben volentieri la scena al ministro della Sanità, Giulia Grillo. Il ministro aveva esordito sostenendo la massima copertura vaccinale, oggi, ha rinviato all’anno scolastico 2019-2020 l’obbligo di vaccinazione ai bambini che chiedono l’iscrizione alla materna. Cosa le ha fatto cambiare idea? Evidentemente niente che abbia a che fare con la scienza, piuttosto le pressioni delle minoranze più ignoranti e oscurantiste del paese, ossessionate dai potentati e dalle lobby farmaceutiche e felicemente gabbate da bugiardi seriali che stanno alla salute come il diavolo all’acqua santa. Qui non si tratta più di dire no a tutto per stupidi principi ideologici, ma di attentare all’incolumità e alla salute di bambini immunodepressi che non possono ricevere la somministrazione dei vaccini e quindi andrebbero inseriti in classi distinte per evitare loro di contrarre virus dagli esiti letali. Qui non si tratta più solo di incompetenza, ma di vergognoso cinismo con venature antidemocratiche di chi antepone i propri interessi elettorali alla salute della parte più fragile della società. Lo conferma l’incoerenza tra la massima copertura promessa e la contrarietà all’obbligo. D’accordo con la proroga il Panzer lombardo che ogni due su tre nomina ipocritamente i “bimbi” riferendosi palesemente ai suoi. Agli altri ci pensino i “cittadini”. Anche la Grillo ha detto che suo figlio lo vaccinerà. Brava. E volendo continuare nelle critiche a un provvedimento dissennato e confuso, che affidabilità può avere un’autocertificazione nel paese dove si preferisce la scorciatoia alla norma? Ma si faranno controlli a campione, è la risposta. Controlli?! Comunque, qualcuno si è ribellato al partito unico del No Vax. Elena Fattori, pentastellata, ha espresso un “indignato voto contrario sull’emendamento al decreto Milleproroghe”. Domenico Mautone, pediatra, e Mariolina Castelloni, oncologa e ricercatrice al Cnr, entrambi dei 5stelle, hanno sottolineato che di morbillo e pertosse si muore, di vaccini non è mai morto nessuno. Il virologo Roberto Burioni ha parlato di pagina infamante nella storia della Repubblica che mette a rischio la salute dei bambini. E ha concluso: “Grillo che tace è surreale. Vergogna”. Rappresentante invece della rabbia incomposta dei No Vax, la senatrice Paola Taverna, che, orgogliosamente digiuna di scienza e medicina, e dotata di un inappuntabile aplomb, si scaglia contro i “traditori” pentastellati e descrive i centri vaccinali come luoghi in cui i bambini si marchiano come fossero bestie. Se la frase non appartenesse ad una signora che non disdegna il linguaggio truculento, sarebbe quasi da crederle. Ma questo è il livello di alfabetizzazione e di civiltà che pare essersi impadronito di una parte del paese.

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