XVIII Legislatura tra speranze e scongiuri……l’opinione di Rita Faletti

postato il 27 marzo 2018 alle 16,41

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Superata la prima prova in tempi inaspettatamente brevi, i vincitori della tornata elettorale, Di Maio e Salvini, si preparano alla mossa successiva di una partita a scacchi che nessuno dei due vuole perdere. Inutile lanciarsi in previsioni, immaginare trabocchetti, o interrogare i tarocchi. Per una volta proviamo a credere nella linearità e nella volontà di trasparenza di entrambi, senza dimenticare che non sono i soli giocatori in campo e sperando che l’obiettivo di ciascuno sia il bene del paese, prima di quello personale. Con buona pace di tutti, le parole di fuoco, i toni parossistici e le promesse azzardate di una campagna elettorale incandescente, sono stati superati restituendo alla normalità un paese a un passo dall’anticamera del manicomio. Persino il vaffa-tuonante Grillo si è calmato e con un tango ballato con “eleganza e signoria” ha alluso alla sintonia tra Di Maio e Salvini, culminata nel bacio omosessuale del gigantesco murale. Va riconosciuta la lealtà dei due vincitori nel rispettare le rispettive scelte sulla nomina delle due cariche istituzionali: Fico, alla presidenza della Camera, e Casellati, berlusconiana di ferro, al Senato. Ma c’è chi ha storto il naso e ha pensato di rispolverare episodi del passato e riproporre scontri verbali tra il Verbo/Travaglio e Casellati sulle leggi ad personam e sull’imperversare di certa casta. Alcuni non si rassegnano a vedere realizzati obiettivi condivisi, in nome di un pretestuoso principio di legalità che è irrilevante in un contesto in cui il pragmatismo dovrebbe prevalere, pena l’eterno sterile conflitto che produce lo stallo. Certa stampa metterebbe dietro le sbarre chiunque dissenta da posizioni giustizialiste. E’ noto a tutti che, da tempo, il mondo politico, in piena crisi di credibilità anche per l’indebolimento e la frammentazione del Parlamento, ha dovuto accettare la subalternità al fattore M: la Magistratura e i Media. Dove non può la prima, arriva la seconda, quando non agiscono congiuntamente. La fine di Berlusconi e la sconfitta di Renzi ne sono esempi. Il capo di Forza Italia, travolti i partiti dallo tsunami Tangentopoli, si è trovato di fronte una prateria immensa senza bisonti da abbattere e ha creato, in un lampo, Forza Italia. Carisma personale, forza patrimoniale, aziendale e soprattutto mediatica, sono stati le chiavi del successo del cavaliere; il fuoco amico e la Magistratura lo hanno mandato ai servizi sociali. I suoi errori, da soli, non sarebbero stati sufficienti a determinarne l’eclisse. Per quanto riguarda Renzi, non potendo la Magistratura fiaccarlo, ci hanno pensato i colleghi di partito, la vecchia guardia rinsecchita, sopravvissuta persino al PCUS, la sinistra dei congressi, della concertazione, del linguaggio autoreferenziale, della superiorità antropologica, dell’antifascismo di maniera, quella che, non contenta della già avvenuta sconfitta, ha pensato di incassarne un’altra (LeU). Un ruolo lo hanno avuto anche alcune testate giornalistiche, che, annusando odore di disfatta e di vittoria dei grillini, si sono grillizzati, dimentichi di aver sostenuto il Renzi del 40 per cento alle europee. L’ex-sindaco di Firenze che aveva salvato un partito esangue e che, continuo a sostenerlo, avrebbe salvato l’Italia dalle acque melmose dell’immobilismo se la riforma costituzionale fosse passata. Oggi, più di qualcuno rimpiange quell’occasione persa e spera che si ripresenti. Voltata pagina, forse, e in attesa di vedere nascere la XVIII legislatura, giornalisti di spicco si chiedono cosa sarà del PD. Quale PD? Il PDR, come è stato battezzato il PD di Renzi, o quello dell’anti-Renzi? Si fa pressing perché il Partito Democratico esca dall’ombra di un’opposizione giudicata dannosa. Dannosa a chi? Al PD o ai 5Stelle che i grillizzati fan di Di Maio vorrebbero alleato del MoVimento al posto di Salvini e del Centro Destra? Nel putiferio mediatico, c’è per caso qualcuno che si preoccupi di informarsi e informarci di cosa pensa l’Europa, l’unico partner sicuro dei futuri vincitori?

Canti l’encomio prima della vittoria…………L’opinione di Rita Faletti

Di Rita Faletti – 15 marzo 2018 alle 02,00

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Non è mai prudente cantare vittoria troppo presto, a volte porta male. Successe all’Ulivo di Prodi nel 2006, quando il brindisi del professore andò per traverso ai maggiorenti del partito raggiunti dalla notizia che i numeri che lo distanziavano dal rivale Berlusconi erano risicatissimi, appena 24mila. Troppo pochi per la tenuta duratura di un governo. I fatti che seguirono lo confermano. I numeri sono numeri e contano, lo dimostrano le mezze vittorie dei 5stelle e della Lega, trionfanti rispettivamente al Sud e al Nord, ma impossibilitati a governare da soli e, pare, financo in compagnia. L’ostacolo a unirsi per dare vita ad un esecutivo è l’incompatibilità dei due programmi che si possono riassumere in due punti sostanziali: reddito di cittadinanza e flat tax. Di Maio vuole pagare a tutti uno stipendio in base alla cittadinanza, fino a 1400 euro a famiglie con un figlio; Salvini intende tagliare le tasse alle imprese fino ad un progressivo 15 per cento. Di Maio promuove l’assistenzialismo, di casa al Sud dai tempi della DC, Salvini vuole sostenere produttività e lavoro. “Noi non daremo soldi alla gente per stare a casa.” Due visioni antitetiche del paese cui corrispondono due soluzioni contrapposte. Affidare una Camera a un leghista, si è parlato di Giorgetti al Senato, e l’altra ad un pentastellato, non sposta la situazione attuale di un solo millimetro Rimane la considerazione che né il reddito di cittadinanza né la flat tax sono praticabili con un debito pubblico da far paura. Salvini non sembra particolarmente turbato per il fatto che nulla si muove; a dire la verità, forse si augura che lo stallo continui. Non indebolirà certamente lui, che ha già riportato una vittoria significativa sull’alleato Berlusconi, conquistandosi così la corona di capo del Centro Destra; non diminuirà certamente il consenso di cui gode nelle regioni che apprezzano i risultati raggiunti anche per merito delle politiche messe in campo dalla Lega. Lombardia e Veneto sono al primo posto per Pil prodotto, Il più alto in Italia, quello che consente di trainare il resto del paese e che assegna alle due regioni una posizione tra le più competitive in Europa. Al Nord Salvini non ha rivali. Diversa la situazione di Di Maio. Nuovo all’attività politica sul campo, prima del voto giurava che mai il movimento avrebbe governato con altre formazioni, l’onestà dei 5stelle non poteva rischiare di essere inquinata. Dopo l’esito del voto è arrivata la spacconata.” Dovranno venire tutti a parlare con noi”. La lunga fila di questuanti non c’è stata. Non un parlamentare ha risposto alla chiamata. Solo Emiliano e qualche altro darebbero la loro disponibilità; ma i numeri, questi sudati numeri non ci sono. Di Maio fa un passo indietro e apre a tutte le forze politiche. I Dem renziani dal primo all’ultimo, confermano le dichiarazioni di Matteo Richetti: “Hanno vinto, questo dà loro il diritto e il dovere di assumersi la responsabilità di governo. Dimostrino che ne sono capaci”. Messaggio chiarissimo. Il bulletto Di Maio ha avuto il suo. Grillo tradisce un certo nervosismo, cosa suggerirà la Casaleggio Associati per superare l’impasse? Non a tutti conviene aspettare, gli elettori vogliono subito quello che è stato promesso loro. Non dovessero ottenerlo, potrebbero rivolgersi altrove. Il passo indietro di Di Maio potrebbe diventare una retromarcia. Altro che popcorn. In mezzo ai “no, grazie”, i cosiddetti poteri forti, quelli che i grillini promettevano di sterminare, hanno lasciato intendere, neanche tanto velatamente, di vedere con favore un governo a trazione 5stelle. I furboni stanno già pensando che il “canovaccio” steso dai pentastellati può subire modifiche e aggiornamenti, oltre a quelli già apportati a più riprese dal Movimento per compiacere l’Europa. Potrebbe uscirne qualcosa di molto vantaggioso sia per i pentastellati che avrebbero il via libera verso il governo della nazione, sia per i poteri forti, per i quali nulla cambierebbe se non in meglio. In fondo, che i 5stelle siano eterodiretti da una società non proprio trasparente o da un gruppo di potenti, cosa cambierebbe? Il Cardinale Bagnasco ha dato la propria benedizione, i napoletani hanno apprezzato il bacio di Di Maio all’ampolla contenente il presunto sangue di San Gennaro. Anche Don Peppino (da dove sbuca costui?) crede nella grande capacità di dialogo dell’ipotetico candidato premier: “Fa parte del suo stile” dice Don Peppino. Forse il buon don ha conosciuto “Giggino” solo di recente, ad avvenuta conversione all’apertura. Comunque, più i giorni passano lasciando inevasa la richiesta di appoggi, più la fibrillazione in casa 5stelle cresce. Di Maio sta preparando un piano B. Da qualche parte si suggerisce un governo di tutti su alcuni punti fondamentali e condivisi: un elenco comune di obiettivi. Sotto sotto, ognuno spera che Mattarella trovi la quadra. Auguri Presidente! Ci salvi dall’irresponsabilità almeno Lei.
https://ritafaletti.com

Paolo F. 15 marzo 2018 at 13:20
Illegibile, articolo fazioso di una pseudo giornalista che si ostinano a far scrivere in un giornale (indipendente?), quando dovrebbe farlo(avendone però le capacità) in uno espressamente di sinistra (parola inesistente nel vocabolario politico odierno). Dimentica la signora, che gli indifendibili, che Lei si ostina a difendere, sono stati letteralmente defenestrati dal popolo italiano il quale, è oramai disgustato della loro insignificante presenza al governo. Poltrone, poltrone e ancora poltrone; privilegi, spartizioni, salvabanche e quant’altro. Questo, il Popolo Italiano, vede in coloro che governano da svariati anni senza che nessuno li abbia mai eletti, ma solo per volere di un ex “Re”, che ha fatto il bello e cattivo tempo da presidente e non solo. I cinquestelle? perchè no; novellini? si; potranno sbagliare? si; una cosa è certa; non sbaglieranno per favorire lobby, partiti, giornali, o comunque privati che nulla hanno a che vedere col pubblico. Lasciamoli lavorare, lasciamo che presentino delle proposte di legge che possano portare benefici a questo martoriato Paese governato e distrutto da governi di sx.e di dx. in questo ventennio e oltre. Ma se per fare delle leggi e a maggior ragione delle buone leggi, occorre la maggioranza, ebbene, che le migliorino(volendo) se lo ritengono necessario e poi le votino sia le sx. che le dx. se è vero come non è vero(purtroppo), che si sono adoperati sia gli uni che gli altri, per il Bel Paese. Comincino a togliersi parte degli stipendi, e a dare il buon esempio come altri già fanno. Si comincia col poco, ma se passa la volontà di essere onesti, si può arrivare lontano. Opera ardua in questo Paese, dove regna l’intrallazzo a tutti i livelli, legalizzato. Da parte del sottoscritto, ma anche del 33% dei votanti, c’è questa speranza; se gli italiani tutti, saranno disposti a cambiare, chissà…………….

Angelo 15 marzo 2018 at 15:58
La Faletti settimanalmente, ci delizia con le sue elegiache considerazioni in favore di appartenenti a quelle forze politiche delle quali si trovano più notizie nelle cronache giudiziarie, che in quelle politiche.
Spella la sua penna vergando candidi foglietti, ricamando abiti per i suoi Re che ahimè, a suo dispetto, nudi erano, e nudi rimarranno, quasi provando sottili piaceri nel contraddirla.
Non si chiede, la tapina, com’è possibile che il PD partito “del popolo” per definizione e pubblico sentire, abbia concesso la sua prima tessera a De Benedetti, una delle persone più ricche d’Italia.
Non si chiede, la gnorri chi sono, e a chi fanno capo i dirigenti di quella destra, anch’essa schierata a difesa del popolo.
Smettiamola di prendere in giro e di offendere la gente per le auto scelte in quando grande abbastanza per assumersi la responsabilità, ovvero ben venga la critica poiché è la guardia contro gli abusi del potere.
GUARDIA CONTRO GLI ABUSI DEL POTERE

Meschino…..uno che non ha votato…. 15 marzo 2018 at 17:37
@ Paolo F.
L’articolo 21 della Costituzione detta: tutti hanno diritto di manifestare il proprio pensiero, con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. Lei, da bravo antidemocratico, vorrebbe censurare tutto quello che non è in linea con le idee del movimento. Voi già avete un giornale/partito, o partito/giornale che è il Fatto Quotidiano. Riguardo al resto, faccio presente che il restante 68 per cento degli italiani non ha votato 5 Stelle, ha votato altro o non ha votato per niente. Nessuno nega la bontà di alcuni obiettivi dei 5 Stelle, il problema è dove trovare i soldi per realizzarli, in particolare il reddito di cittadinanza che ci costerebbe a conti fatti circa 29 miliardi all’anno.

Idalo 15 marzo 2018 at 20:38
Di Majo non è un bulletto…è un pupetto scelto con i casting…

Mah 15 marzo 2018 at 21:39
Ecco il reddito di cittadinanza 5.S
https://vimeo.com/121232901

gio 15 marzo 2018 at 22:03
Non è un articolo, ma un opinione, colui che scrive lo dichiara fin dal titolo.
La sua opinione, democraticamente vale la mia, posso commentarla e contraddirla.
Mi preoccupano di più gli editoriali di Travaglio, persona che vive per scorticare quotidianamente il nemico che si è costruito con tanto impegno.
Ha costruito con meticolosità il suo successo dileggiano Berlusconi, caduto il primo non ha perso tempo a costruirsi il secondo, Renzi/Boschi.
Adesso a perso tutti i punti di riferimento, cosa farà in futuro? Di quanto tempo necessiterà il meschino per individuare il nuovo nemico? Chi sarà?
La coppia Grillo/Di Maio.
Si accettano scommesse.

avrà di bisogno

Idalo 15 marzo 2018 at 22:40
Gio, Lei è persona saggia ed equilibrata

Angelo 16 marzo 2018 at 08:33
@Gio
Mi permetta
La Faletti scrive opinioni, di conseguenza considerato che sono pubbliche, le commentiamo e se si hanno idee diverse le contraddiciamo.
Premetto che compro il Fatto Quotidiano e tante volte a causa dei miei impegni, la sua lettura è “Lettera Morta”, ma come dicevo, lo compro lo stesso poiché sotto la sua testata compare la scritta “NON RICEVE ALCUN FINANZIAMENTO PUBBLICO” e dopo 9 anni nessuno si è mai sognato di smentire l’assunto o di provare che sono dei bugiardi e ricevono finanziamenti pubblici COME LE ALTRE TESTATE da parte della politica.
Cosa significa?
Questi giornalisti sopravvivono soltanto grazia alle loro vendite, e se scrivono giusto fanno tirature, caso contrario, chiudono baracca e burattini (RTM sa di cosa parlo).
Dalla loro uscita fino ad oggi, sono gli unici ad avere aumentato la loro tiratura. Significherà qualcosa, o no?!!
Lei è preoccupato di Travaglio e sottolinea: “che scrive per scortare il nemico che si è costruito con tanto impegno”, e poi aggiunge i nomi de i nemici: Berlusconi, Renzi, Boschi…
Veda le persone che lei ha citato, in Italia hanno rappresentato il potere dunque è normale che un giornalista ne scrive (guai se fosse il contrario), e ne deve scrivere tutti i giorni poiché i cittadini governati da questi soggetti, vanno informati.
Se Travaglio ha scritto del Bunga-Bunga nei confronti di Berlusconi non è certo colpa del giornalista anzi le dico, che lo scoop che ha scoperchiato lo schifo che tanto ci ha fatto vergognare in Europa, è nato proprio dal Fatto Quotidiano nel mese di ottobre 2010 (si informi), mentre gli altri giornal (al soldo della politoca) insistevano con le cene eleganti.
I casi Renzi-Consip e Boschi-Etruria, storia recente, sono entrambi nati e approfonditi dal Fatto.
Dulcis in fundo per le politiche dissennate dei loro Governi (forse andavano bene a lei, ma non a tutti a quanto abbiamo visto).
Cosa ne ricaviamo da tutto questo?
Che i nemici di Travaglio non sono le persone in se, ma il potere da esse rappresentato, e sono certo che DI Maio e Salvini, saranno equamente trattati come quelloi citati, nel momento in cui il potere avuto dagli elettori, cioè 11 milioni di persone (delle quali qualcuno può essere stupido secondo il suo sentire, ma non tutti poiché questa presunzione piazzerebbe lei tra gli stupidi), li corromperà, poiché questo è il mestiere che si è scelto.
Concludo, da come leggo ho capito che lei è una persona calma, benestante, arrivata e vuole vivere tranquillo, pertanto nel rispetto delle sue ambizioni, e al fine di aiutarla a raggiungere lo scopo, le consiglio di leggere letture piu rilassanti Topolino, Chi, oppure la Cronaca Vera per darle nuances di brivido.
Purtroppo, non tutti hanno la sua stessa fortuna e facoltà dunque da cittadini, nel bene o nel male, sottolineo NEL BENE O NEL MALE fanno delle scelte e queste vanno rispettate.

gio 16 marzo 2018 at 12:36
Per Angelo
Le prime 2 righe sue e mie dicono la stessa cosa.
Su il fatto e Travaglio abbiamo vedute diverse.
Io non discuto la notizia in sé, ci mancherebbe, ma il modo come viene scritta, è il contorno che mi crea disagio.
La notizia diventa l’occasione per dileggiare, sembra pervasa dall’odio, è scritta con supponenza fastidiosa, nello scritto si vede il suo sorridono di superiorità celestiale.
Infine quello che sono io conta poco, purtroppo né lei né io possiamo cambiare il corso della storia, noi siamo costretti a subirla, nel bene e nel male.
Saluti.

Meschino…..uno che non ha votato…. 16 marzo 2018 at 19:10
@Angelo
Contraddire va bene, offendere no. Ma si sa i 5 stelle usano un linguaggio carico di odio e permeato di invidia sociale….basta leggere la risposta data al signor @gio.

Polfer 16 marzo 2018 at 23:55
Con questa mia, voglio rispondere un po a tutti con una domanda, visto che il mio commento all’articolo, ha suscitato un piccolo vespaio peraltro, devo dire, sempre con toni pacati; questo giornale on line, è apartitico, o cosa? perché, se non appartiene a nessun partito, personalmente continuerò a “sfogliare le sue pagine” ma, nello stesso tempo, nessun giornalista o pseudo tale, deve arrogarsi la presunzione di scrivere sfacciatamente e sistematicamente, a favore e sempre, dello stesso soggetto politico, dando anche indicazioni di voto al momento opportuno. Se, al contrario, dovesse essere un giornale di parte, allora sarebbe giusto indicarlo chiaramente, in modo tale da dare ai lettori come il sottoscritto, la possibilità di evitare anche solo di cliccarlo(non parliamo di leggerlo) visto le opinioni unidirezionali che vengono date. Voglio aggiungere, al solo scopo di sfatare la leggenda che chi vota 5 stelle sia sempre carico d’odio verso i partiti, specie la sx., che il sottoscritto, in gioventù non si interessava alla politica, ma sa bene che vi erano dei SIGNORI politici, che rispondevano ai nomi di Berlinguer, e di Almirante, giusto per nominare due. Quando sempre il sottoscritto ha creduto di capirne qualcosa, si è convinto a votare la sinistra, che però di sx., cominciava a non avere più niente( pds, querce, ulivi, margheritine, trifogli, ds ecc. ecc.), credendola un partito a favore del popolo, del sociale, degli “svantaggiati”; morale della favola, per 18 lunghi anni, sempre il sottoscritto, ha votato tutte queste sigle………Il disfacimento più totale, al punto di considerare oramai la sinistra, un nemico del popolo, al pari se non peggio di Berlusconi. Non c’è odio, ma solamente una mostruosa delusione per il danno che i politici tutti, ma più di tutti quelli di sx., che consideravo “amici”, hanno arrecato a questa Nazione. Tutto il resto, viene da se. Paolo F.

Angelo 17 marzo 2018 at 06:55
@Meschino
(Nome omen)
Lei si definisce uno che non ha votato, dunque non ha nessun diritto a parlare.
Questo si, che è un insulto carico d’odio alla sua persona
P. S.: Non la invidio.

Idalo 17 marzo 2018 at 10:53
il punto, molto semplice, è che è più che lecito non essere d’accordo e criticare, ma senza insultare…
il grande Enrico Lucci ieri sera a Nemo, con la sua solita verve ironica, ci ha dato una bella panoramica degli insulti degli ultimi cinque anni…

gio 17 marzo 2018 at 14:42
Penso che qualcuno debba cominciare a grattarsi.
Blogger de ilfatto.it sbarcano in parlamento, possiamo ipotizzare che facevano informazione priva di faziosità, hanno scelto con i dadi il partito dove candidarsi.
Nell’ultimo editoriale Travaglio tracima di onnipotenza, è lui a dettare la linea del PD “fate decidere gli iscritti” ed apre alla grande “Mai avremmo immaginato di dedicare a Maurizio Martina più di due parole “Maurizio” e “Martina”.
Non riesco a decidere fra il comico/statista o il giornalista/statista, meglio propendere per un modesto opinionista di un piccolo giornale on-line, almeno lo posso criticare quando voglio.

Meschino…..uno che non ha votato…. 17 marzo 2018 at 19:43
@ P. Ferrara
Se gli elettori sono così convinti del proprio voto, per quale motivo dovrebbero temere di essere influenzati da un’ illeggibile (occhio alle doppie) articolo di una pseudo giornalista/opinionista?
P.S. Illeggibile, significa, indecifrabile (non c’entra niente, infatti)

@ Angelo
Credo che ritornerò a votare ancora per i democratici…l’unico partito decente anche se momentaneamente perdente.

Angelo 18 marzo 2018 at 08:16
@Gio
Veda, a me non interessa convincerla o fare la gara “a chi ragione”, ma vorrei farle notare , che il Fatto Quotidiano non è soltanto Travaglio ma anche:
Rodano, Salvatore Settis, Furio Colombo (conosce?), Gian Carlo Caselli (conosce?), e tanti altri…
Visto che ieri l’ha comprato, lo faccia anche oggi.
Buona lettura

gio 18 marzo 2018 at 22:57
Sicuramente apparteniamo ad epoche diverse, io conosco altri giornalisti, Montanelli, Biagi, Bocca, penne di un certo pregio che ancora oggi non mi dispiace rileggere. Pensi che tanto tempo fa Biagi scrisse “un giorno rimpiangeremo Andreotti, Craxi e Forlani”, ci siamo quasi?
Io posso solo augurare a lei a me ed a tutti che i 5S non ci facciano rimpiangere quanti li hanno preceduti.

Idalo 19 marzo 2018 at 01:06
Programmazione neurolinguistica: queste persone hanno qualcosa di vagamente sinistro…sembrano plagiate totalmente asservite a una volontà indefinibile.
Ciò che è indefinibile per definizione fa paura…

E’ nata la cosa rossa……………..l’opinione di Rita Faletti

pubblicato il 5 dicembre 2017 alle 11,02

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Il presidente del Senato Pietro Grasso durante l’Assemblea nazionale “Per una nuova proposta” (Mdp-Si-Possibile) a Roma, 3 dicembre 2017. ANSA/ MASSIMO PERCOSSI
La cosa rossa ha finalmente preso forma. A sinistra della sinistra è nata una nuova formazione, “Liberi e uguali”. I disertori del PD, per incompatibilità con le politiche di Renzi ( o con la persona Renzi? ) stando alla loro versione, o mossi da autentico amore per la poltrona, stando al cinismo degli osservatori, dopo incontri a due, a quattro, a sei, perché di più non sono, hanno trovato la quadra, cioè un volto e una storia da presentare all’elettorato deluso del PD. Si tratta di Piero Grasso, magistrato, Presidente del Senato, e da due giorni leader dell’assemblaggio di tre partiti pulviscolari. Immortalati assieme e sorridenti, Fratoianni, Civati, Speranza, Bersani e D’Alema, sono gli alternativi al contestatissimo segretario ed ex premier. Gli sconfitti di ieri, più che dalla rottamazione, dall’indifferenza e dall’abbandono di tanti italiani, e oggi i promotori della rinascita di una sinistra diversa dal PD e del rinnovamento del Paese. Un programma la cui attuazione richiede qualità molto al di sopra dell’ordinario, ma poco importa,

siamo ormai a fine legislatura, le promesse in campagna elettorale sono un vizio diffuso e gli elettori sconfortati sono facili da ingannare. Intanto, alcune sorprendenti novità sono state annunciate: tassazione progressiva, ossia più tasse per quelli che le hanno sempre pagate; reintroduzione dell’articolo 18; ripristino dell’Imu sulle prime case. Anche quelle non accatastate? Nel Sud del Paese all’incirca il cinquanta per cento, un bel gruzzolo. L’inedita ricetta per il rinnovamento si ferma a questi tre punti e già sa maledettamente di aumento della tassazione con provati effetti deprimenti sull’economia. Del resto, qual è lo stupore? I partiti della sinistra hanno dimostrato di non saper fare di meglio, e poi perchè rovinare l’atmosfera di entusiasmo e la commozione che si prova alla nascita di una nuova creatura? Come a una prima della Scala, l’eccitazione è tanta e il pubblico gioioso e bendisposto. Quindi, alla revisione della spesa neanche un accenno, nulla sulla sburocratizzazione, nulla sul contrasto all’evasione fiscale, nulla sul debito pubblico, nulla sui vitalizi che in diciotto Paesi europei non esistono più, nulla sul rapporto tra numero di parlamentari e popolazione (1,6 su centomila in Italia, contro l’1,4 di Francia, l’1,3 di Spagna e Olanda, lo 0,9 di Germania). A tal proposito, D’Alema, prima del referendum del 4 dicembre, dichiarò che sei mesi sarebbero stati sufficienti per fare una riforma che riducesse il numero di deputati e senatori e ponesse fine al passaggio ripetuto di un progetto di legge da una Camera all’altra prima dell’approvazione. Vedremo se alle parole seguiranno i fatti. Ma erano altri tempi e c’era in ballo il referendum costituzionale, alias l’eliminazione del nemico Renzi. Che, se non fosse arrivato a soccorrere il vecchio PD, ora quel partito sarebbe bello che morto e sepolto. Un giovane che salva un vecchio dall’estrema unzione è una bella immagine, peccato che il vecchio, lungi dal ringraziare, non aspetti altro che uccidere il suo salvatore. Ma pazienza per la mancanza di riconoscenza, D’Alema soffre pure di vuoti di memoria, verosimilmente indebolitasi con l’età. Infatti ha negato, in varie occasioni, di ambire ad incarichi politici, proprio come il compagno Veltroni che doveva andare in Africa. Sono entrambi qui, uno a scrivere libri e l’altro a fondare un partito al quale trasmettere, integralmente, il proprio DNA. E chissà se riuscirà a convincere qualche sprovveduto che “Liberi e uguali” ci salverà. Con Grasso leader è “possibile” direbbe Civati. Ora che il mitico Obama, il Presidente del “yes we can” è stato sostituito dal Commander in chief “The Donald”, chi sceglieranno come modello? Di Macron si è già impossessato Renzi e nei dintorni non si intravvede nessuno da copiare. Non resta che imitare se stessi, con la speranza che qualche buona idea illumini la mente di chi, senz’altro, è più libero e più uguale di un comune cittadino. È probabile che l’entusiasmo iniziale per questo scombinato raggruppamento di ultra settantenni nostalgici del passato e quarantenni senza fantasia si spenga presto e addio all’ auspicato risultato a due cifre.

puppetta 5 dicembre 2017 at 13:16
Condivido perfettamente tutto in questo articolo della signora Faletti, è tutto così. Per la verità io sarei meno sicuro che riuscirà minimente ad unire due o tre formazioni, probabilmente “solo” i loro leader… per gli altri saranno felici di diventare generali… ed alla fine anzichè 29 formazioni di sinistra, ne avremo 30… A parte l’ironia scontata, credo non ci sia niente di nuovo se non l’aspirazione a restare nelle poltrone. Per quanto riguarda D’Alema, naturalmente ci ricordiamo dei “sei mesi per fare le riforme”, ma quell’affermazione è stata per me l’evidenza che stiamo parlando del peggior politico che l’Italia abbia mai avuto.

Carmelo 5 dicembre 2017 at 14:30
Complimenti per avere capito che la politica è altra cosa e si è buttata al folklore.

Ignazio Giunta 5 dicembre 2017 at 14:40
Quando si vuole dare una connotazione negativa si scrive un articolo come questo.
Nessuno dice che il pd di renzi va a destra, nessuno dice che non ci sono disertori ma dissenzienti che non hanno avuto voce nel pd di renzi e sono stati cacciati via (si fa per dire, ma in effetti non hanno potuto esprimere la loro opinione perchè renzi ed i renziani non hanno voluto sentire ragioni portando il pd in direzione diversa dalla base).
Lo scrivente è un moroteo convinto, e quindi molto vicino alla sinistra, ma rappresentante di un centrosinistra moderato e sente la sofferenza di una sinistra che viene continuamente polverizzata e per questo sempre perdente.
Gradirei che i problemi nascenti da conflitti interni venissero visti in funzione della realizzazione del BENE COMUNE, che sicuramente non è l’azione di renzi e dei renziani che, pur di mantenere poltrone, governano ora con l’uno, ora con l’altro disorientando l’elettorato.

‘zulu 5 dicembre 2017 at 19:30
@Ignazio Giunta, ma dove l’ha visto che non hanno potuto dire la loro opinione? Nei congressi si vota e si segue la linea della maggioranza, oppure si fanno le primarie e si vince a maggioranza, se non vado errato Renzi è stato votato da 2 milioni di persone alle primarie… cosa voleva di più Ignazio Giunta, così per capire il suo concetto di democrazia… può andare a Forza Italia, lì non votano e non fanno primarie. Alle poltrone sono appiccicati i vecchi che pur di non uscire dalla politica fanno nuovi partiti, sono già 30. Sempre grato poter dire la mia.

antonia1655@virgilio.it 5 dicembre 2017 at 19:32
il tuo commento mi sembra fuori da ogni logica se guardo indietro quello che dici di RENZI, calza a pennello a D’Alema & company. Dici anche che RENZI va a dx non mi sembra proprio. Loro si sono schierati con la destra in occasione del referendum

Ignazio Giunta 5 dicembre 2017 at 21:48
@’zulu
riconosco di essermi espresso male, e me ne scuso, certamente hanno espresso la loro opinione … ma
1. non c’è stato confronto nè attenzione per il pensiero portante, legato sicuramente a larga parte della base elettorale;
2. 2 milioni di preferenze per renzi alle primarie non portano la firma degli iscritti al partito, bastava versare la quota e chiunque poteva votare.

@antonia1655@virgilio.it
un conto sono le parole, altra cosa i fatti. Stai usando la tecnica di renzi che definisce buona la sua scuola … mentre invece è pessima.
Tutto, o quasi, l’operato legislativo di renzi, dal jobsact, alle pensioni, alla buona scuola e alla legge elettorale è un recipiente colabrodo e contro la maggioranza popolare che ne viene largamente danneggiata, ivi compreso il sistema fiscale.

…poi ognuno può spacciare per buono ciò che buono non è, non cambia di una virgola la sostanza delle azioni dannose contro il popolo italiano.
Prendiamo in considerazione la crescita del PIL tanto osannata: Ma come fa un Paese come l’Italia a crescere se non produce? L’economia è basata principalmente sul terziario, mentre gli altri settori produttivi sono impastoiati dalle cattive politiche comunitarie: Agricoltura, allevamenti e industrie.
Le fabbriche chiudono ve vanno al’estero
L’agricoltura ha costi impossibili per le regole ferree … a differenza degli altri Paesi europeri
L’allevamento è soffocato dalle produzioni europee, i nostri imprendizori agricoli sono costretti a chiudere le aziende …. Latte e derivati, olio, vino …. non hanno sbocco nei mercati europei mentre in Italia sono prevaricati dalle importsazioni con prezzi concorrenziali…

….. Ma renzi dice che il PIL cresce ….. se… nella sua testa e nel tentativo, ben riuscito, di ingannare gli italiani con parole false.

lettura185 5 dicembre 2017 at 22:25
“Liberi e uguali”. Credo che manchi il terzo termine. Sarà fratelli?

corrado barrotta 5 dicembre 2017 at 22:41
avete scritto bene cosa rossa ma NON COMUNISTA!
PIù A SINISTRA NON VI è NULLA E CI ACCONTENTIAMO DI GRASSO!
i padroni sempre rifiuti da termovalorizzatore restano!

pozzallese 5 dicembre 2017 at 23:34
Grandissima Rita FALETTI è sempre un piacere leggerti…Una voce fuori dal solito coro…..

‘zulu 6 dicembre 2017 at 07:24
@Ignazio Giunta, il pensiero portante viene espresso dalla maggioranza che rappresenta la “larga parte della base elettorale”, aggiungerei la maggioranza della base elettorale. Pertanto se i numeri hanno un senso in questa disorientata “sinistra”, allora il PD con tutti i danni subiti da “pseudo comunisti e nostalgici del pensiero unico” e da dinosauri che non vogliono mollare le poltrone (incautamente Renzi ha espresso il termine rottamare, non l’avesse mai fatto… ma è quello che io e milioni di persone in questo paese vogliamo, mi creda), al netto di questi danni il PD si attesta al 25-27% circa, mentre l’insieme delle 30 formazioni di attesta al 5-6%… per me va bene così. Naturalmente se i numeri erano opposti avrei seguito la maggioranza, naturalmente, perchè questo è il principio fondanti di ogni democrazia libera, e se qualcosa vorrei cambiare lavorerei con correttezza dall’interno, e non votando con la destra… questi sono i principi cardine signor Ignazio. Grazie e saluto.

‘zulu 6 dicembre 2017 at 07:33
@antonia1655@virgilio.it
perfettamente d’accordo, D’Alema mandò i soldati nella guerra del Kosovo, ha proposto le stesse riforme che Renzi ha fatto, solo che lui (D’Alema) non era riuscito… c’è chi riesce e chi no nella politica. D’Alema ha subito gli attacchi della sinistra estrema come Renzi oggi. La storia si ripete. E che dire di Bersani, ha votato con Forza Italia il governo Monti e la riforma della Fornero, ha votato tutto anche con l’accozzaglia di centrodestra, e oggi deve distruggere il PD, facendo trionfare populisti e centrodestra. Continua a mendicare un accordo con m5s. Questi sono i “comunisti”. Io, con tutti i limiti e difficoltà che il PD ha, non sono d’accordo. Grazie

puppetta 6 dicembre 2017 at 10:14
Come al solito ‘zulu esprime in modo corretto e “moderato” un pensiero assolutamente condivisibile. Mi dispiace per il signor Ignazio, ma fino a quando le regole stabiliranno che la maggioranza sarà la linea da seguire, credo che tutti i distinguo non hanno senso. Grasso, si avvia ad essere titolare di un ennesimo partitino di sinistra utile solo a raggiungere uno striminzito 5%, e per chi vuole comprendere, per avere una misera “poltrona” da senatore, o magari da deputato. Ma come è possibile fare politica con bufale e bugie varie, ha ancora ragione ‘zulu, quando fà notare che E’ STATO lo stesso Bersani con Berlusconi a votare la riforma della Fornero (purtroppo l’unica cosa che si poteva fare in quel momento), oggi ci raccontano che la aboliranno: VEDREMO… Tutti oggi pensano che centri qualcosa Renzi, mentre lui era ancora Sindaco di Firenze, solo in un paese delle banane le bugie possono andare avanti, nei paesi SERI le bugie hanno le gambe corte.

Piero I. 6 dicembre 2017 at 12:09
Dopo il 41% delle europee il pd, dopo aver incassato diverse sconfitte a livello locale e regionale (vedi Liguria e Sicilia) e dopo aver perso il referendum, a mio giudizio si attesterà al 20% – 23% alle prossime politiche. Adesso, al di là della nascita della nuova sinistra e al di là dell’articolo dichiaratamente renziano, i fatti prima enunciati sono storia e sono il risultato di una base di sinistra che non vuole votare questo pd. Auguri!!!

Pietro 6 dicembre 2017 at 14:23
La riforma Fornero piace anche a questo pd. Perché non l’hanno modificata? E il job act? Che porcata di destra creata da una falsa sinistra che sta contro i lavoratori. E la questione delle banche? Ma ancora non l’avete capito che ve ne dovete tornare a casa? Mettetevi con il pregiudicato di Arcore, lì è la vostra collocazione.

Miiii….. 6 dicembre 2017 at 16:35
….gente di mare che se ne va, dove gli pare, dove non sa…cantava anni fa Umberto Tozzi. Ottimo riferimento ai comunisti. Quattro vecchi sfigati incapaci di farsene una ragione.

‘zulu 6 dicembre 2017 at 19:51
@Piero & Pietro, governare è difficile, ma non è per tutti, chi non vuole assumersi responsabilità resta fuori e sarà buono a lamentarsi e criticare sempre. A questo punto spero che il m5s vi dia una opportunità, ma forse neppure ve la darà… Bersani è stato già umiliato una volta, potrete lamentarvi in eterno, ma è così che vanno le cose. IL PD è un partito democratico, vince perde ma sempre democratico. Mi dispiace per voi, anche con il 20%, va bene così… si può fare opposizione. Spero piuttosto che vi diano una opportunità per dire la vostra, ripeto. Penso che se non ci sarà un accordo m5s – sinistra aggregata e cose rosse varie, vincerà la destra, buon per voi e auguri, vi beccherete il pregiudicato. In termini calcistici mi sembrate l’accozzaglia degli anti: antijuventini, poi ci sono gli antiinteristi e così via. Questa per voi è la politica. Auguri di cuore a voi e che possiate contare più dei numeri che usciranno dalle urne. Spero non vi siate offesi, nel caso mi scuso e saluto. Grazie

Piero I. 6 dicembre 2017 at 22:37
Certamente Lei, @zulu, di politica ne capisce tanta e cerca di mischiare le carte (guardi che il sedere al pregiudicato le avete leccate voi renziani) … difatti ne vediamo i risultati. La ringrazio/ringraziamo degli auguri, che sempre ricambiamo perchè ne avete tanto bisogno (evitate di spolpare le ossa senza un pizzico di sale); noi non ne abbiamo bisogno e i fatti ci stanno dando ragione. Comunque è inutile questo batti e ribatti, quello che contano sono i fatti, pertanto ci risentiamo tra qualche mese, a votazioni ultimate sempre che qualcuno, prima, non finisca negli “albi delle varie procure”. Saluti.

‘zulu 7 dicembre 2017 at 07:40
A volte vorrei non commentare, lasciare che le cose e le convinzioni lascino il tempo che trovano. Ma a volte non posso contenermi nell’evidenziare cose che secondo me sono banali ma purtroppo nessuno vede. Vede Pietro, la riforma Fornero non piace a nessuno, ha qualche dubbio in questo? Ma l’hanno approvata tutti, ha dubbi in questo? Ma come non capire che la riforma Fornero andava fatta, ma non riesce a vedere che seppur dolorosa andava fatta? Ma come è possibile pensare che una cosa che secondo lei e tantissimi italiani non va bene e che neppure tutti i politici vorrebbero, ma come è possibile pensare che sia un capriccio di qualcuno approvarla? Io sig. Pietro non so quanti anni lei ha, ma si rende conto oppure no che tutti ne avrebbero fatto a meno? Oppure pensa che tutti compreso il PD, o MDP o Forza Italia volevano fare tutto questo danno agli italiani? Per quale oscuro motivo? Per scendere al 20%, ad esempio il PD? Mi risponda, lei pensa che i politici che sono stati dai cittadini eletti siano meno intelligenti di lei? Se lei è convinto così, credo che avrà tante delusioni in futuro, io la invito a pensare alla realtà senza sottovalutare tante persone che lei, comprendo, non conosce. Grazie alla redazione, ma volevo aggiungere questo modesto pensiero.

‘zulu 7 dicembre 2017 at 07:54
Piuttosto che sprecare energie e risorse per “moltiplicare” cose rosse, cose azzurre o altro… sarebbe invece utile, riflettere su ciò che potrebbe essere proposto come alternative alla riforma Fornero, ad esempio, oppure all’aumento dell’età pensionabile… riflettere ad alternative che potrebbero essere più “giuste”, ovvero, andare a ridimensionare i DIRITTI ACQUISITI, oramai non più sostenibili, in favore delle nuove generazioni, e non pensate che i privilegi ce li hanno solo i politici, (sicuramente li hanno) ma anche tantissimi cittadini comuni che magari belano in mezzo al gregge e si lamentano mentre sono in pensione dall’età di 50 anni… . Mi aspetterei anche un po di entusiasmo da parte dei giovani in questo… è questo che nessuna parte politica ha mai messo in gioco? Potremmo capire anche il perchè.

‘zulu 7 dicembre 2017 at 13:39
Piero I. ma a me cosa dice a fare di spolpare ossa senza un pizzico di sale, io non faccio e non ho mai fatto politica, mi interesso ed osservo, se poi la prende a male, e non vuole confrontarsi, va bene così, è mai il caso di discutere così. Grazie e chiudo.

gangitano 7 dicembre 2017 at 17:35
… ecco bravo non faccia politica. prima scrive che bersani insieme all’accozzaglia ha votato la fornero cpome per indicare una cosa male fatta, dopo scrive che la fornero andava fatta …….. si metta d’accordo con se stesso alytrimenti non si capisce cosa intende

gio 7 dicembre 2017 at 21:05
Ci vuol poco a capire.
Ci sono riforme che, a prescindere dalle ideologie, vanno fatte. Se l’Italia ha un debito mostruoso deve accettare le condizioni di chi le fa credito.
Vogliamo credere che le colossali bugie elettorali possano essere mantenute?
Possiamo solo sperare che un partito di sinistra possa fare meglio della destra e degli estremi.
Eliminiamo la legge fornero, il job act, rimettiamo l’articolo 18, e poi?
Ma veramente pensate che i problemi dell’Italia sono questi?

‘zulu 7 dicembre 2017 at 22:22
@gangitano
io sono d’accordo con me stesso, ho scritto perfettamente che era l’unica cosa che poteva essere fatta, è Bersani che prima l’ha votata con tutta l’accozzaglia e poi è scappato accusando gli altri che l’hanno fatta, ma se ne faccia una ragione, cerchi di mettersi d’accordo lei con quale dei 30 micropartiti litigiosi ed inconcludenti stare. Ecco bravo, faccia come crede, cos’è un esodato oppure un pensionato cinquantenne?

Leprenellaluna 8 dicembre 2017 at 22:40
Non riesco a capire quali siano i presupposti della nuova
avventura degli irriducibili post comunisti e ignoro il significato del
nome del neo lillipuziano movimento. Per questo mi chiedo, certo delle mancate
risposte: 1) liberi da cosa? 2) uguali a chi?
Nel nome c’è, forse, tutto il non senso di un programma che svela
l’assenza di idee, che ha relegato le cariatidi della sinistra italiana dei primordi ai margini del PD.
Un esempio di come in Italia la politica non si fa con le idee ma con
le ribellioni comode, che allargano un’offerta politica inflazionata a un elettorato che non chiede più partiti ma risultati concreti.
I veterani della prima Repubblica, neo ribelli di una sinistra sempre più frammentata, sempre alla ricerca di un loro spazio ma sempre più anonimi, dovrebbero dare il buon esempio, concedendo al Paese quella serenità necessaria a tirarla fuori dalle sabbie mobili, e ci offrono invece il triste spettacolo di un revanscismo volto a riabilitarli.
Mi riferisco a D’Alema e Bersani, comprimari anacronistici, attori navigati di una stagione politica che ha creato le premesse per la distruzione socio-economica dell’Italia, privi di quel pudore che consiglierebbe un passo indietro se non di abbandonare la scena.
Chi possiede saggiamente un patrimonio di esperienza politica dovrebbe contribuire a creare nuove coscienze, inoculando un vaccino che renda immuni le nuove classi politiche dagli errori del passato, e non plagiare giovani politici con l’intento di renderli a propria immagine e somiglianza, perpetuando croniche inconcludenze.
La cosiddetta lista unitaria di sinistra è un presagio inquietante, l’antitesi della saggezza, che in un azzardato gioco di termini appiattisce principi sacri come Libertà e Uguaglianza. Due valori che, se la destra non ha mai tenuto naturalmente nel debito conto, la sinistra ignora snaturatamente da decenni.
Il nuovo micro movimento, la nuova creatura di D’Alema e Bersani, inizia male. Infatti, non è saggio acclamare Grasso leader senza avergli consigliato di dimettersi un minuto prima da Presidente del Senato della Repubblica, seconda carica dello Stato e figura super partes. Si tormentavano per Renzi Segretario di partito e Presidente del Consiglio, cariche puramente politiche, e non si scandalizzano per l’incompatibilità tra un incarico fortemente politico e un ruolo istituzionale. Qualcuno dirà che ci sono precedenti. Vero. Ma sostenendo questo a “Liberi e Uguali”si dà un senso diverso da quello voluto.
A D’Alema e Bersani non calza neanche l’aforisma di Francois de la Rochefoucauld: “I vecchi amano dare buoni consigli per consolarsi di non poter più dare cattivi esempi”. Non so se si tratta di inconsapevolezza o scarsa attitudine all’esame di coscienza personale ma la novità, la vera novità, sarebbe dare buoni consigli per riscattarsi dai cattivi esempi. Nel mio piccolo, vorrei dar loro un buon consiglio che, forse, è anche un buon esempio: fatevi da parte.

gangitano 9 dicembre 2017 at 15:25
Andate a destra, quella è la vostra destinazione. Fate il partito della nazione con il nano di arcore.

gio 9 dicembre 2017 at 20:13
Io voterò PD, lei gangitano probabilmente consegnerà l’ Italia alla destra o al populismo pentastellato.
Il tutto con la benedizione di D’Alema che ha un solo scopo, abbattere Renzi a qualsiasi costo, anche a discapito del popolo della sinistra di cui si riempie la bocca in ogni occasione.
Solo meschini interessi di bottega e sete di vendetta.
Progetti ZERO, programmi irrealizzabili.

‘zulu 10 dicembre 2017 at 10:02
gangitano, gangitano… lei non segue la politica… Voi “ultimi comunisti” avete votato CON il nano di Arcore, ma anche con la Meloni, con la Lega di Salvini e con tutto il vecchiume di destra pur di distruggere il PD nel referendum… e come direbbe Sgarbi: studi, studi, studi, studi,….

Vincitori e vinti: ipotesi di alleanze…di Rita Faletti

postato l’ 8 marzo 2018 alle 02,40

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commenti: 24

Da Floris, martedì scorso, un parterre di protagonisti della carta stampata, rispondono alla domanda crucialvirale: chi offrirà il proprio appoggio ai 5stelle, già movimento e ora partito in giacca e cravatta? Dopo la copertina di Gene Gnocchi con le sue magliette di scritte canzonatorie, seduto su una mega cassa da imballaggi, il guru del giornalismo italiano, Eugenio Scalfari, spalanca le porte a Di Maio: se molti voti del Pd sono andati ai 5stelle, significa che il moVimento è di sinistra, è la nuova sinistra. Incalza Floris: ” Allora Lei chi voterebbe, Salvini o Di Maio?” Scalfari non esita: “Di Maio”. Applausi del pubblico. Quindi i parlamentari del Pd che dovessero sostenere i grillini, non entrerebbero a far parte di un partito diverso, ma sarebbero nel loro partito. Emiliano, rappresentante in pectore dell’anti renzismo gongola e, bontà sua, dice che non vuole nominare Renzi, sarebbe come sparare alla Croce Rossa. Con l’endorsement ai 5stelle, Scalfari si è rimangiato il precedente a favore di Berlusconi. Travaglio ascolta, attento, quasi in apnea, rinunciando al suo solito ghigno beffardo. Commenta Sallusti: “Cosa si sta preparando? Un consenso a un governo grillino. La cricca mediatica che si è stretta contro Berlusconi, ora si stringe intorno ai 5stelle”. Applausi del pubblico. “Il movimento che non voleva saperne di fare alleanze, continua Sallusti, ha dato il via alla campagna acquisti, contraddicendo la propria fedeltà al vincolo di mandato promesso ai suoi elettori”. Coltello affondato nella piaga aperta da Grillo stesso: “Possiamo attaccarci – ha detto il comico – a qualsiasi cosa”. E prima ancora: “E’ finito il tempo dei vaffa”. Beata coerenza! Osserva Travaglio: “Sembrano diventati tutti grillini, compreso Marchionne. Noi italiani siamo governativi per definizione. Questa corsa dell’establishment verso Di Maio dovrebbe preoccupare Di Maio”. Applauso del pubblico monocefalo.
Fontana, direttore del Corriere: “Sono molto stupito di quello che sta accadendo. Dire che Di Maio è l’erede del Pd è il massimo. Nel movimento c’è tutto, un pezzo di destra, un pezzo di sinistra. Nel programma dei 5stelle molti punti piacciono alla sinistra estrema: dieci milioni di persone cui estendere il reddito di cittadinanza”. Nuovo applauso del pubblico. Cottarelli: “Capire cosa vogliono i 5stelle non si sa. Dicono tutto e il contrario di tutto”. Applauso del pubblico. Ma chi li sceglie questi del pubblico? Sono ammaestrati o stupidi? O entrambe le cose? Zucconi: “L’elettorato ha votato contro Renzi prima di votare contro il Pd. Se il Pd confluisce nel movimento 5stelle sarà minoranza e scomparirà. Non credo sia quello che i democratici vogliono, soprattutto quel 19 per cento di elettori che hanno votato per Renzi”. Giannini: “Non c’è dubbio che c’è più compatibilità tra il programma di centro sinistra e quello del movimento 5stelle. Il paese è spaccato in due: meno tasse per i ceti produttivi del Nord, reddito di cittadinanza al Sud. L’endorsement da parte di Confindustria è a buon mercato e salire sul carro del vincitore è il più antico sport italiano. Due sono le ipotesi: o il Pd si spacca, oppure, se Renzi non se ne va, il partito non andrà in soccorso dei 5stelle. La posizione del segretario è comprensibile e coerente. Una soluzione potrebbe essere un governo con dentro un po’ tutti per fare una nuova legge elettorale.”  Gag di Gene Gnocchi, parrucca nera e grandi orecchie. “So er fratello de Virginia, ma quanno arriva sto redito de scittadinanza? Ma arzate er culo e metteteve a lavorà. E come famo co ste consultazioni e ste aleanze? Famo come Virginia. Nun famo gnentee.” Applausiii.
Si torna seri. Fontana: “ Mattarella dovrà decidere e credo darà un incarico solo a chi potrà dimostrare di avere i numeri per governare. Al M5stelle servono 150 parlamentari tra Camera e Senato, non una parte del Pd, quasi tutto il Pd.” Applausi del pubblico che è d’accordo con tutto e con tutti. Sallusti: ” Renzi è ancora segretario fino a quando non sarà sfiduciato. Se va via, si porta via il pallone”. E qui si inserisce il giallo delle dimissioni “differite”: Renzi si è dimesso e andrà all’opposizione con il suo partito che non farà inciuci, non diventerà la stampella di chi lo ha accusato di essere corrotto, impresentabile, di avere le mani sporche di sangue. Non ci sarà nessun reggente scelto dai caminetti, ma un segretario eletto dalle primarie dopo una fase congressuale. “Sapete che c’è? Il Pd non sosterrà nessun governo 5stelle.” Oggi, Calenda, il Ministro dello Sviluppo Economico, ha preso la tessera del partito, pronto a restituirla qualora i dem dovessero appoggiare un governo grillino. Caso unico nella storia di questo paese sostenere il perdente piuttosto che accodarsi al vincitore. In realtà, messi da parte il tema del “sentiment” e la necessità di formare un governo, cosa accomuna chi punta sul lavoro e la produzione con chi ha l’aria di essere l’erede del clientelismo democristiano? Il reddito di cittadinanza è un’offesa alla dignità della persona.

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21 Commenti
puppetta 8 marzo 2018 at 09:49
D’accordissimo, ma aggiungerei che fra la possibilità che Salvini faccia un governo o che lo faccia Di Maio, io preferisco Salvini. Ritengo che la lega ha molta più pragmaticità e ciò che hanno promesso ha un senso (parlo per il Nord però), mentre i 5 stelle vanno a casaccio. L’aliquota unica proposta dalla lega al 23% sarebbe utile per le imprese del Nord che saprebbero gestirle, al Sud purtroppo ci sono meno imprese e una assoluta incapacità a gestire quella riduzione delle tasse, d’altra parte il prezzo da pagare sarebbe un annullamento dell’assistenzialismo del quale ne risentirebbe pesantemente quel sud. Il progetto del 5S, invece va solo nella direzione di aumentare le spese (reddito di cittadinanza) senza prendere in considerazione le conseguenze di tutto questo… aumenterebbero le tasse? Tutto senza alcuna idea di buon senso.

Buon Senso 8 marzo 2018 at 11:02
Si fa prima ad andare a votare ancora , piuttosto che rimanere in stallo .
Nessuno ha la maggioranza per governare , in virtù delle varie leggi elettorali degli ultimi decenni .
Non ci sarà modo ne mezzi per trovare “unità di scopo”tra i partiti per un governo provvisorio .

Ma per fini personalistici ne il PD ne FI , temendo l’estinzione , vorranno rivotare .
Solo a m5s e Lega conviene rivotare , per sicuro entrambi ne ricaverebbero enormi vantaggi .

Per sicuro il PD perderebbe ancora molti consensi .
FI potrebbe scenderebbe sotto il 10 % , oramai è un partito “scaduto” in declino .
La Lega potrebbe arrivare al 20% , forte dei voti del centro nord Italia .
Il centro sud e le isole voterebbe in massa 5s , portandolo ben oltre il 40% .

Tutto ciò è grave per un Italia con problemi socio economici e di ordine pubblico molto gravi .

Pur di stare in “sella” ognuno cercherà di tirare per il proprio personale interesse .

Solo un’ardua decisione del Mattarella potrebbe mettere fine a questo stallo , e lanciare l’Italia verso la terza Repubblica .

Solo Buon Senso . . .

puppetta 8 marzo 2018 at 13:49
@Buon Senso
è stata proprio la mancanza di buon senso che ha determinato questo.
L’affossamento delle riforme operato da tutti i partiti (e i cittadini che gli sono andati appresso) ha determinato un ritorno consapevole al proporzionale (tanti volevano ritornare a 30 anni fa’, ricorda). Bene il proporzionale è questo, occorre fare le alleanze come 30 anni fà, se il m5s non vuole fare alleanze, probabilmente è questa la mancanza di buon senso.
Una cosa vorrei ricordare, appena saranno impoltronati, nessuno andrà alle elezioni manco morto, e stia certo ne la lega e neppure i cinque stelle.

Aboccaperta 8 marzo 2018 at 14:13
Buon Senso quoto la tua analisi perché il resto è solo tifo e schifo

Mah 8 marzo 2018 at 15:02
Il m5s è destinato allestinzione. Un’altra legislatura all’opposizione, blaterare e offendere. Fine

Lerovesciatedibonimba 8 marzo 2018 at 15:51
LA MIGLIORE ANALISI DI UNA SCONFITTA
Credo che questa sia l’analisi più lucida che ho letto finora sulle elezioni italiane. Scritto da un amico italiano all’estero che ha chiesto di restare anonimo.
(Manlio Beligni)

“Cari Democratici (meglio, Renziani),
Vi spiego perche’ avete perso. Sgombriamo subito il campo. Non avete perso perche’ gli italiani sono ignoranti, non avete perso per colpa dei gufi, non avete perso a causa della minoranza interna e credetemi, non e’ nemmeno colpa di D’Alema.
Ora facciamo un piccolo flash-back. Meta’ anni ’90, la radio passa le canzoni di Ligabue (quelle che si potevano ascoltare), alle gambe un paio di jeans, al bar come sempre La Gazzetta Dello Sport e l’Inter di Ronnie (ridatecela vi prego). Poi l’estate, la sezione del Partito, la festa de l’Unita’ e l’immancabile Piero (il sovietico) tra una bestemmia alla cassa e l’Unita’ la Domenica mattina. A pranzo i tortelli (rigorosamente fatti a mano dai compagni di Parma) ed a cena lo stufato d’asino (rigorosamente fatto dai compagni di Cremona).
Se a questo punto della storia siete persi, fermatevi. Se invece avete gia’ assunto l’atteggiamento snob degli ultimi anni allora siete parte del problema.
E se non avete ancora capito qual e’ il problema, lasciate che ve lo suggerisca. Vi era un tempo in cui un operaio ed un professionista si incontravano la sera nelle sezioni dei partiti. Che si chiamassero compagni o camerati poco conta. Quello che conta e’ che vi fosse uno spazio, un momento di partecipazione nel quale i due potevano incontrarsi, confrontarsi e litigare.
Fast forward 30 anni dopo. L’operaio ed il professionista vivono su due mondi disconnessi. Il primo guadagna 1,000 Euro al mese, si sente fondamentalmente escluso da ogni processo decisionale, non ha materialmente gli strumenti per confrontarsi con il nuovo mondo, e’ incazzato e viene generalmente trattato come un idiota o come un razzista. Il secondo guadagna 60,000 Euro l’anno (o 200,000 se e’ emigrato), scrive “200,000” con la virgola e non il punto perche’ usa la convenzione anglosassone, la mattina legge il NYT, parla inglese, guarda con snobbismo il primo, non capisce come possano gli operai non amare il “jobs act”, non ha *mai*, dico *mai* alcuna interazione con l’operaio, gli prende l’orticaria a sentir parlare di “popolo”.
Se state ridendo, se avete a questo punto dello scritto un atteggiamento snob, fatemi due cortesie. La prima: pensate a quando ho scritto le stesse cose dopo la meravigliosa vittoria di Hillary Clinton in mid-West. La seconda: ……..
Il popolo e’ ignorante? Forse. Ma non e’ questo il punto. Il popolo e’ razzista? Forse. Ma non e’ nemmeno questo il punto. Il punto, cari i miei fighissimi amici democratici renziani e’ la vostra totale e clamorosa incapacita’ di stabilire una qualunque forma di connessione emotiva con l’unica cosa che conta: IL POPOLO.
In questi anni vi ho sentito dire una bestialita’ dopo l’altra. Avete vinto il seminario accademico (oh, yeah!) ma avete perso tutto il resto. Avete perso perche’ vi siete sovravvalutati umanamente prima ancora che politicamente. Non siete meno razzisti degli elettori della Lega. Non siete meno ignoranti degli elettori dei 5 stelle. Siete solo piu’ arroganti. Gia’, perche’ una classe politica minimamente avveduta risponde al seguente principio elementare: fare per lo meno un piccolo sforzo per ascoltare il dissenso del popolo ed incanalarlo in processi partecipativi. Al contrario, il vostro atteggiamento e’ stato (ve lo dico in inglese visto che siete fighissimi) “out of this world”. Arroganti come mai visto prima sulla scena politica. Saccenti come un Assistant Professor on a tenure track frustrato/a (mettiamo il femminile perche’ sai, altrimenti vi inkazzate) che dimostra la sua frustrazione in un seminario. Volete qualche esempio? Nessun problema. Il popolo non digerisce il jobs act? Massa di ignoranti che non capiscono come funziona l’economia. Gli insegnanti non gradiscono la riforma della scuola? Massa di fannulloni. Gli italiani hanno problemi con l’immigrazione? Massa di razzisti. Il popolo ha dei problemi a capire l’ossessione per le questioni di genere? Massa di omofobi, ignoranti e retrogradi. Il popolo ha delle perplessita’ sui vaccini? Razza di ignoranti, massa di bestie da insultare su Facebook (e candidiamo Burioni!). Perfino a chi vi diceva che, forse, le cose non erano cosi’ rosee avete risposto “gufi” o peggio con una delle piu’ clamorose bestialita’ delle quali vi siete autoconvinti: “il 40% del referendum e’ lo stesso 40% delle europee ed e’ il 40% di Renzi”. Oh yeah!
E cosi’ avete trasformato un partito del popolo in un bellissimo partito elitario. Il mondo finanziario? Quello e’ con voi. Il mondo accademico? Anche quello e’ con voi. I salotti radical-chic? Anche quelli sono con voi. Tutta la parte piu’ figa del Paese e’ con voi. Tutti, ad esclusione dell’unica cosa che conta in politica: IL POPOLO (comprendendo nella definizione gli imprenditori del Nord che avete capito mai). Ecco, quello non e’ esattamente con voi. E dovremmo forse essere stupiti del fatto che si siano rivolti alla Lega ed al M5S? Come on, guys.
E non crediate che non riesca a vedere il razzismo, l’ignoranza, l’omofobia, etc.. che e’ presente in Italia. Ma se volete che le cose cambino allora dovete cambiare voi stessi in primo luogo. Dovete tornare ad innamorarvi del popolo, con tutte le sue contraddizioni. E dovrete dargli tempo. Fino a quando non tenderete la mano a chi non capisce il “jobs act”, fino a quando non farete il minimo sforzo per comunicare alle persone di averle per lo meno ascoltate, fatemi una cortesia: smettete proprio di fare politica. Non siete portati, non avete il talento e nemmeno l’umilta’ per poterlo fare.
I danni che avete causato in questi anni sono astronomici. La cosa piu’ inquietante non e’ la sconfitta elettorale dato che in politica come nella vita esistono i cicli. La cosa peggiore e’ che la frattura emotiva che avete provocato con il vostro stesso popolo e’ praticamente insanabile. Nulla e’ irrimediabile nella vita. Ma dubito possiate essere voi fighissimi a compiere il gigantesco sforzo che dovrebbe essere messo in atto. Recuperare quel popolo e’ oggi quasi impossibile. Richiede, probabilmente, un lavoro talmente capillare da arrivare a conoscere il singolo elettore per nome. Richiede conoscere i problemi, le paure, le aspirazioni, etc.. di ogni famiglia. E voi siete i meno adatti a farlo poiche’ al confronto umano continuerete a preferire l’happy hour (in centro a Milano avete sbancato, eh!).
Per questa ragione, accettate un consiglio. Fatevi da parte e non fate politica, mai piu’. Poiche’, come sempre, chi e’ stato parte del problema non puo’, per definizione, risolverlo. E se l’idea non dovesse piacervi pensate che l’alternativa e’ decisamente peggio.

‘zulu 8 marzo 2018 at 19:41
Tutti sono impegnati ad analizzare la sconfitta del PD, anche se la sconfitta è accettata, dichiarazione che il PD resta all’opposizione e tutto il possibile per uscire fuori di scena… ma l’unico argomento è il PD e Renzi, nient’altro. Puppetta è la verità, erano tutti felici di ritornare a trentanni addietro… bene è successo. Ma non vedo nessuno che ha una benchè minima idea di cosa si farà ora, in particolare osservo i sinistri che si sono estinti dalemiani, bersaniani, giullari e saltimbanchi che vogliono costringere il PD ad allearsi con il m5s, assurdo. Andate a governare siete l’80 % che non volevate il PD rendeteci fieri signori, fate il vostro governo, la gente aspetta il reddito di cittadinanza e l’eliminazione della Fornero… non vorreste tirarvi indietro? Grazie e mi scusi chi si sente offeso.

gio 8 marzo 2018 at 23:12
Dell’analisi salvo solo il flash-bach.
Ma quando mai il popolo è stato ascoltato? Anche i responsi referendari in Italia sono stati disattesi.
Ma quando mai i politici sono stati vicino al popolo?
Solo durante le campagne elettorali, poi sempre sulla poltrona a gestire il potere.
Ma quando mai gli interessi dell’operaio sono coincisi con quello dell’avvocato, del medico, del farmacista o del notaio?
Solo al bar.
Ma quando mai un governo ha legiferato per il bene del popolo?
Solo quando, assai raramente, coincidevano con le richieste delle lobby.
Ma quando mai una riforma scolastica è stata accettata?
Ogni ministro ha fatto la sua è i risultati sono evidenti a tutti.
Si gli italiani sono ignoranti, e, credo, anche maledettamente stupidi.
Torno al fladh-bach iniziale.
Il popolo non ha più punti di riferimento e questo non per colpa del renzismo, ma per motivi molto più profondi.
Sono spariti i valori che sostenevano le nostre comunità, il concetto di famiglia non c’è più e non educa, la chiesa si è materializzata, la scuola non forma, la giustizia non è equa, le relazioni sociali sono pari a zero.
Siamo tutti individualisti, egoisti e narcisisti oltre ogni misura.
La piazza di oggi è il web, nelle opinioni non c’è calore umano, ma stereotipi racimolati pigramente nel web senza alcun discernimento.
Sarà anche questa colpa di Renzi?
Io credo che il voto sia andato all’imbonitore di turno, che a breve diventerà il nuovo Renzi da abbattere a beneficio del prossimo imbonitore.

puppetta 9 marzo 2018 at 09:08
@gio
Sono perfettamente d’accordo, ma occorre il duro tracollo affinchè quel popolo che lei definisce ” italiani sono ignoranti, e, credo, anche maledettamente stupidi” riesca minimamente a comprendere.
Sono d’accordo su quello che scrive e darei una spiegazione alla sua affermazione “Il popolo non ha più punti di riferimento e questo non per colpa del renzismo, ma per motivi molto più profondi”… è assolutamente vero, E’ IL MONDO CHE E’ CAMBIATO, occorre capire questo, non è più quel tempo in cui esisteva il terzo mondo mentre il nostro mondo che viveva nell’opulenza… oggi quel terzo mondo è cresciuto e quello che ha in più (mi riferisco ai nuovi mercati, alla diminuzione della fame nel mondo, a tante popolazioni dove miliardi di persone hanno, magari un solo euro in più) determina quello che noi chiamiamo crisi… occorre abituarsi a questa decrescita. Molti urleranno, piangeranno, ma è solo questo che è successo ed è e sarà uno sconvolgimento, prima si accetta e prima si riporterà la pace. E’ chiaro che è un fenomeno che la maggior parte della gente neppure comprende, e continua ad illudersi delle menzogne di politici o imbontori da fiera. Leggevo ieri come tanta gente affolla posti alla ricerca dei moduli del reddito di cittadinanza… a me sembra evidente ” ignoranti, e, credo, anche maledettamente stupidi”… è la verità. Mi rivolgo a ‘zulu che come sempre condivido, esattamente tutti volevano andare indietro, e lo sanno bene chi diceva queste sciocchezze, oggi 81% di questi “SAGGI AGGIUSTATORI DELL’ITALIA” non riescono neppure ad allearsi per fare tutte queste “BELLE COSE” che TUTTI STIAMO ASPETTANDO. Molti minacciano il PD di andare a nuove elezioni, così il m5s avrà il 70%, io lo spero di cuore… andate a nuove elezioni, si andateci, non ci devono pioù essere alibi… vi voteremo all’80% statene certi, noi vi osserviamo più di quanto voi credete.

Miii….. 9 marzo 2018 at 10:02
Concordo con “gio” in tutto quello che ha scritto.
Aggiungo: nell’ipotesi che il Presidente Mattarella dia l’incarico a formare il Governo ai pentastellati sostenuti da qualunque gamba, come risolverebbero la promessa del reddito di cittadinanza? Visto che a conti fatti ci vorrebbe circa 30 miliardi all’anno, vale a dire il costo di una finanziaria. Le bufale raccontate in campagna elettorale vanno sempre di moda. E magari si pretende che l’Europa ci lasci fare, senza dire nulla, ulteriore debito.

anime del sud est 9 marzo 2018 at 10:15
@zulu: quale offesa? chi vuole governare con i 5s è una parte del pd, perchè te la prendi con gli altri? comprendo che sei incazzato nero ed il fiele ti esce dalle narici, però rifletti prima di sparare cazzate; ti ricordi quando ti dicevano che sareste scesi più in basso del 20%? siete al 17,80% … in caduta libera e per arrivare più in basso avete ancora tempo!!!!!!!!!!!!!

puppetta 9 marzo 2018 at 13:01
ho la sensazione netta che anime del sud est è lo stesso terrorista, perchè cambia nome non lo comprendiamo, che sia un bipolare… lui se ne intende di psichiatria-psicologia…

terrorista 9 marzo 2018 at 14:16
@ puppetta ;
Le occorre un pitale più grande , l’ha fatta di nuovo fuori !
Di sicuro è o è stata renziana , soffre della stessa sindrome .
Non so chi sia sud est , ma so chi è lei .
Le ricordo , che quasi sempre il bue da del cornuto all’asino .
Nelle “connessioni”stia attenta alle polarità . . . a meno che non sia del tutto scunnessa !

Italo 9 marzo 2018 at 15:28
o è lui o è un altro…il linguaggio li accomuna

terrorista 9 marzo 2018 at 18:29
@ italo & puppetta :
L’occhio”vede” ciò che è registrato nel cervello a cui è connesso . .
Poi ci sono occhi ed “occhi” , ed anche occhi non connessi .
Poveri “ciechi” , ma pensate alla fine del vostro”pupillo”. . . povero presuntuoso arrogante nella polvere .

Italo 9 marzo 2018 at 22:40
pure neuroscienziato sei..!

Leprenellaluna 9 marzo 2018 at 22:49
Guardando oltre le più o meno qualificate previsioni e supposizioni del dopo voto, attinte al programma televisivo citato nell’articolo, la Faletti pone un interrogativo che sembra stimolare un’indagine sugli intenti dei vincitori e sulle eventuali comunanze. E il nodo della questione sembra essere la differenza tra chi vuole la crescita del Paese e chi no. Ho cercato di trovare una risposta ad un quesito sottile, scorgendo dietro le apparenti macroscopiche divergenze di due grandi forze qualcosa di terribilmente comune. Il reddito di cittadinanza non è solo un’offesa alla dignità delle persone ma un assalto alle casse pubbliche, così come il puntare all’appiattimento delle aliquote fiscali per far decollare la crescita ha l’effetto di prosciugare l’Erario. Due strategie antitetiche ma la stessa volontà di prelevare sangue dalle vene di uno Stato gravemente anemico. Nei programmi dei vincitori di queste elezioni non si è parlato di crescita ma di sterile assistenzialismo da una parte e di sfrontata defraudazione dall’altro. Il grande sconfitto – vittima di un programma poco sensazionalistico, uno dei pochi verosimilmente attuabili ancorché già sentito e per questo poco attraente e per niente taumaturgico – sta nell’angolo in cui è stato relegato da elettori illusi dalle fantasie farneticanti di acchiappavoti senza scrupoli.

gio 9 marzo 2018 at 23:21
I suoi sono occhi d’asino con annessi e connessi.
Lei di sicuro è ricco, non manca di modestia, è cortese e vive sulle stelle.
Anche se, per le qualità che le attribuisco, lei preferirà le nuvole.

Mah 10 marzo 2018 at 09:49
Il m5s ha perso, perche non ha raggiunto almeno il 40% auspicato.

‘zulu 10 marzo 2018 at 12:38
Leprenellaluna, ha perfettamente ragione, voglio sottolineare a proposito della sinistra come l’unico intento della sinistra estrema con tutte le loro varianti e per ultimo liberi e uguali, E’ la distruzione del PD, non interessa niente a loro difendere la deriva qualunquista e spendacciona di uno stato al collasso, a loro interessa solo la distruzione del PD. Leggo in una infinità di articoli e post sui social come tutti e dico tutti i personaggi che ormai non hanno quei dinosauri che li guidano (a parte qualche ripescato) hanno indirizzato le loro energie a favore della battaglia (esplicitamente distruttiva) di Emiliano e di tutti contro il Partito Democratico. Io da parte mia spero che riesca a svincolarsi dalla morsa del peggio dell’Italia (oggi lo posso dire con certezza), diano loro l’appoggio al m5s se lo credono giusto. Se il PD segue questi appelli, e spero non lo farà, bene scomparirà, ma le cause sono oggi oltremodo chiare, sceglieremo un partito che si avvicinerà ai programmi che condividiamo, tranquilli, mai estremisti e vecchi comunisti estinti. Buon fine settimana a tutti, grazie.

terrorista 10 marzo 2018 at 13:03
@ italo :
Negativo , sono uno che sa come usare i sensi .
Di sicuro lei è uno che al buio vede tanti pericoli , ed ha paura , proprio perchè non sa usare a modo i sensi .
A proposito sa quanti sono ?

@ gio :
Mi piacerebbe avere gli occhi di un asino . .
Anche a lei serve un pitale più grande , la fa fuori !
Vengo dalle stelle , ma vivo su di un frammento(pianeta) , “ad sidera perveni”(latino) e ne porto un bel po sui tubolari(di tanto in tanto) .
Di tanto in tanto salgo e”scendo”dalle nuvole(umbella descensoria). .

Eccovi accontentati . . . buon pranzo e fate in modo di non soffocarvi !

Italo 10 marzo 2018 at 14:29
Non c’è più la Sinistra di una volta, è vero…
http://www.dagospia.com/mediagallery/Dago_fotogallery-117190/344883.htm

gio 10 marzo 2018 at 17:38
Consiglio inutile come tutto il resto, durante la Quaresima si digiuna.

Miii….. 10 marzo 2018 at 23:26
La confusione generata nei commenti rispecchia i tempi in cui viviamo.

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